IL CALDO COLPISCE ANCHE NEI MUSEI DEL VENETO
Il sindacato Usb ha dichiarato lo stato di agitazione per i lavoratori dei musei e delle aree archeologiche statali del Veneto, denunciando temperature superiori ai 30 gradi con umidità al 60% nelle sale espositive e negli uffici della Direzione regionale Musei Nazionali del Veneto e dei Musei Archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna, con una temperatura percepita di circa 40°C. Di primo acchito verrebbe da pensare che rinfrescare gli ambieti in cui sono custodite opere d'arte possa danneggiarle e che quindi ci sia una mirata volontà per preservare il patrimonio museale, evitando così la presenza di climatizzatori. In realtà Il sindacato denuncia l'assenza di manutenzione sui fan coil, quindi si tratterebbe di semplici guasti trascurati da anni al Museo Archeologico di Venezia, la mancata fornitura di acqua e dispositivi di protezione individuale e la mancata formazione del personale sul rischio colpi di calore, evento già occorso a un visitatore secondo le dichairazioni Usb. Nonostante le segnalazioni inviate dall'estate 2025 e la richiesta formale di incontro urgente dell'1 luglio, afferma il sindacato, la dirigenza non ha risposto. Usb minaccia di presentare una denuncia allo Spisal e all'Ispettorato territoriale del lavoro di Venezia se non verranno subito calendarizzati tavoli di confronto e attuate le misure di sicurezza previste dalla legge. Nel frattempo 7 città italiane a causa dell'innalzamento delle temperature causato dall'anticiclone africano entrano in stato di pre-allerta per possibile ondata di calore tra queste ad aggravare la situazione denunciata dal sindacato ci sarebbe anche Venezia.