IL MOSE “TORNA” A ROMA. SINDACATI: “C’È INCERTEZZA”
Arrivano i 300 milioni per il Mose, ossigeno per completare l’opera deputata a salvare Venezia dall’acqua alta. Ma la partita non è chiusa.
Dopo l’allarme lanciato dal Presidente dell’Autorità per la Laguna Roberto Rossetto e lo stato di agitazione indetto dai lavoratori, i Ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia hanno sbloccato i fondi destinati inizialmente proprio all’Autorità per la Laguna, il nuovo ente nato per gestire l’ecosistema lagunare veneziano.
Ma li hanno sbloccati a favore del Consorzio Venezia Nuova, l’insieme delle imprese che il Mose lo ha costruito, e quindi al vecchio “Provveditorato alle Opere pubbliche”, che risponde direttamente al Ministero delle Infrastrutture.
Per i sindacati il clima di incertezza rimane.
Per il prossimo 17 giugno è già fissato un nuovo incontro in Prefettura a Venezia. Incontro nel corso del quale i rappresentanti dei lavoratori del Mose chiederanno risposte certe.
Anche perché il tempo stringe: entro il 30 giugno dovrà ufficialmente terminare il collaudo del Mose. E poi c’è il nodo manutenzioni. Servono 115 milioni all’anno, ma sui finanziamenti ancora non ci sono certezze.