SFOGA LA PERDITA DEL CONGIUNTO CONTRO L'ANESTESISTA
Un nuovo episodio di aggressione contro gli operatori e contro la struttura è avvenuto all'Ospedale dell'Angelo di Mestre, e si è concluso con l'arresto di una donna. Il fatto si è verificato dopo la mezzanotte di domenica 6 settembre quando alla familiare di una persona ricoverata in rianimazione è stato comunicato il decesso del congiunto. La reazione della donna è stata incontrollabile: prima si è messa ad urlare poi si è accanita contro gli arredi della sala riservata obbligando gli operatori e le guardie giurate ad intervenire, cercando di portare l'esagitata alla calma, isolandola nella sala ed evacuando i pazienti in attesa nel vicino Pronto Soccorso. La donna ha poi continuato ad accanirsi sugli arredi della sala, fino a quando non è riuscita ad accedere agli spazi della Rianimazione, dove ha minacciato e colpito un anestesista, prima di essere bloccata e arrestata dalle Forze dell'Ordine intervenute sul posto. "È sconsolante il dilagare di questi episodi avrebbe commentato il Direttore generale dell'Ulss 3, Massimo Zuin , che non sono giustificabili mai, per nessun motivo. Le persone che lavorano al servizio della comunità non possono diventare il bersaglio della rabbia: medici e operatori sanitari sanno di essere 'a servizio' dell'utenza e in prima linea, ma non è ammissibile che diventino l'oggetto degli sfoghi incontrollati e della violenza che vediamo esplodere sempre più spesso. Il DG avrebbe inoltre espresso la propria vicinanza al personale coinvolto ringraziando l'intevento delle Forze dell'Ordine. La condanna rispetto a quanto accaduto non si è fatta attendere anche dal sindacato Cisl , sottolineando che questi episodi stanno putroppo diventando una regola .
Gli episodi però non sono finiti perchè nella medesima notte intorno alle 2, il servizio di sicurezza dell'Ospedale ha fermato una persona che si era introdotta negli uffici di controllo e gestione della struttura, facendo scattare l'allarme. Le intenzioni dell'intruso sono al vaglio degli inquirenti, che lo hanno preso in custodia.