PARTE IL PADOVA DI CALABRO: “UN DOMANI, LA SERIE A”
Il Padova comincia un nuovo ciclo. Quello precedente è culminato nella salvezza ottenuta con grande entusiasmo alla fine della passata stagione, con Breda in panchina. Quello nuovo, con l'auspicio di cavalcare la medesima onda di entusiasmo, debutta sabato con la partenza per il ritiro di Pejo: comincia la nuova preparazione agli ordini del tecnico, mister Antonio calabro, arrivato dalla Carrarese. Ma prima di tutto, il diesse Mirabelli lo dice apertamente: a voler aprire un nuovo ciclo è patron Banzato in persona, il cui obiettivo è costruire una squadra che, crescendo e consolidandosi, arrivi in serie A.
Per iniziare questo nuovo progetto, il Padova ha scelto Calabro. 49 anni, un tecnico preparato, con dei valori e che trasmetta una mentalità, dice il direttore sportivo. E il nuovo allenatore parla di un segno del destino, se ripensa alla chiamata del biancoscudo. A Padova aveva debuttato nel '97 col castel di Sangro, in serie B. Al Padova aveva segnato quel suo unico gol al Lecco che valse, alla sciagurata squadra reduce dal cambio errato di Fedele, la retrocessione in C2 dopo lo spareggio. A Padova, è legato visceralmente al Santo, Antonio calabro: credente e devoto. Un allenatore, promette, pronto a lavorare soprattutto sulla testa, dei suoi giocatori.
E poi c'è la squadra, pronta a partire per il ritiro. Una squadra che sinora ha visto molti addii, e un solo innesto ufficiale, quello di Zanimacchia. Il motivo lo spiega Mirabelli: il club ha obiettivi di mercato abbastanza 'alti', e prenderli adesso vorrebbe dire prenderli ad ogni costo - non proprio la filosofia societaria. Di certo, se l'anno scorso il Padova era la seconda squadra più vecchia della B, quest'anno sarà più giovane, e per questo si sono prese certe decisioni.