JACONIS, GENITORI DEL RAGAZZINO VERSO IL PROCESSO
Sono attesi il prossimo 26 giugno davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli i genitori del bambino ritenuto responsabile della morte di Chiara Jaconis, la trentenne padovana colpita da due statuette mentre passeggiava per i Quartieri Spagnoli
I due coniugi dovranno rispondere dell’accusa di non aver vigilato adeguatamente sul figlio, che all’epoca dei fatti — il 15 settembre 2024 — non aveva ancora compiuto 14 anni e quindi non è imputabile.
La giovane si trovava in città con il fidanzato quando venne colpita e uccisa da due statue a tema egizio cadute da un balcone.
Il giudice per i minorenni ha già disposto l’archiviazione per il ragazzino, riconoscendo che sarebbe stato lui a lanciare o far cadere gli oggetti, ma sottolineando la non punibilità per età.
Una decisione contestata dalla difesa della famiglia del minore, che ha sempre sostenuto l’estraneità ai fatti e la non appartenenza degli oggetti. I genitori hanno inoltre presentato una perizia balistica per escludere che le statuette siano cadute dal loro balcone.
Di diverso avviso la Procura, che punta a dimostrare come i due fossero consapevoli della condotta del figlio e non abbiano adottato misure adeguate per impedirgli di lanciare oggetti pericolosi.
Sarà ora il processo a chiarire responsabilità e dinamica di una tragedia che resta, a distanza di mesi, ancora senza risposte definitive.