LAVORO E SICUREZZA: TROPPI MORTI, E LA PREVENZIONE?
Le cifre impietose delle vittime del lavoro, i numeri sempre più drammatici degli infortuni professionali, quelli gravi ma anche quelli con conseguenze meno pesanti. Nella settimana europea della sicurezza sul lavoro, i dati veneti parlano di una pesante crescita delle morti bianche quest'anno. E quelli padovani seguono a pieno la statistica, e anzi la definiscono. Il 2026 rischia di essere ricordato come l'anno più nero delle recenti statistiche di settore: un continuo bilancio di morte che, a metà anno, aveva già quasi raggiunto i livelli dei dodici mesi del 2025.
Le cifre sono impietose non solo in termini di bilancio, ma anche in termini di prevenzione. La formazione dei lavoratori continua a fare acqua da tutte le parti: i corsi ci sono ma servono solo a recapitare il ben noto pezzo di carta, senza inculcare veramente nei futuri operai una cultura della sicurezza. E poi ci sono i controlli carenti: in tutta la provincia di Padova - spiega la CGIL - sono trenta, le persone dello SPISAL incaricate di eseguire le ispezioni. Trenta persone chiamate a sorvegliare un bacino economico immenso, oltre centomila imprese, dalle più piccole a quelle con centinaia di dipendenti. È evidente, che vigilare sul rispetto delle regole diventa quasi impossibile con queste proporzioni.