AUTONOMIA, SI VA AVANTI: LA PALLA TORNA AL GOVERNO
Dopo il via libera agli schemi con Liguria, Lombardia e Piemonte, mercoledì mattina è arrivato alla Camera dei Deputati il voto favorevole anche sull'ultima pre-intesa sull'autonomia differenziata, quella del Veneto. Se la sera precedente dai banchi dell'opposizione si era scatenata la protesta, con cartelli esposti e accuse alla maggioranza di spaccare il paese e creare una secessione della sanità tra ricchi e poveri, durante la discussione sull'intesa col Veneto è stato il dibattito dialettico a prendersi la scena. Quello stesso dibattito che, nelle ore precedenti, aveva visto scendere in pista personalmente i presidenti di regione: da un lato il pugliese Decaro, che ha preannunciato un nuovo ricorso alla Corte Costituzionale, dall'altro il veneto Stefani, che aveva rispedito al mittente le accuse parlando di inutile ostruzionismo. Un clima acceso, con l'opposizione di centrosinistra che grida allo "spacca-Italia" e la maggioranza che parla di ulteriore passo storico.
La Camera ha dato formalmente il via libera alle risoluzioni che impegnano il Governo a proseguire l'iter legislativo sull'autonomia differenziata, e perciò la palla ora torna all'Esecutivo che dovrà scrivere gli atti ufficiali. E quindi i testi delle leggi con cui verranno devolute a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria le competenze esclusive su protezione civile, professioni, previdenza complementare e coordinamento della finanza pubblica sulla sanità. Documenti che poi, una volta licenziati dal Governo, torneranno a camera e Senato per le definitive approvazioni: un esito non scontato, soprattutto qualora il voto finale non arrivasse entro la fine della legislatura.