BUTTAFUOCO: “RUSSIA? FANATISMO DI CHI IGNORA NORME”
Dopo settimane di polemiche, il presidente della Biennale rompe il silenzio e lo fa in maniera fragorosa. Non tanto per difendere se stesso e il ruolo che ricopre, ma per difendere l'integrità e l'identità dell'istituzione artistica. Pietrangelo Buttafuoco sceglie il podcast di Luca Zaia per dire tutto ciò che pensa sulle polemiche col Governo e il botta e risposta col ministro della Cultura per la presenza dei padiglioni di Russia e Israele alla Biennale d'arte. "Non c'è più il decoro e il rispetto istituzionale, il bisogno di sedersi e farsi spiegare", taglia corto il presidente.
"C'è la guerra in corso - spiega Buttafuoco - e tutti i soggetti me li ritrovo presenti. Qui nasce l'equivoco terribile per cui si dice che non bisognava invitare. Ma qui arrivano perché partecipanti. Oltretutto nel caso della Russia sono proprietari di un padiglione che è presente dal 1914 con ancora l'aquila dei Romanov. Il capo delle politiche culturali del Pd dice non dovevano dare lo stand alla Russia. Lo stand. Come se fosse una fiera campionaria".
Buttafuoco entra anche nell'argomento Ue, dopo la minaccia di Bruxelles di ritirare due milioni di euro di fondi alla Biennale vista la partecipazione russa alla rassegna.
"Anche loro non sanno come funziona, pensano che tutto sia come quando dicono a qualcuno 'caccia quel direttore', 'non portare in scena quella ballerina'. Non c'è più decoro e rispetto istituzionale, non ti fai spiegare, c'è solo il grugnire".