FINE VITA, STEFANI FRENA: “NIENTE LEGGE REGIONALE”
Niente legge regionale sul fine vita, sarebbe un'inutile perdita di tempo. Dopo il secondo tentativo di portare in consiglio regionale il progetto di legge popolare per disciplinare tempi e modalità in Veneto per la richiesta di suicidio assistito, il presidente della regione ricaccia subito tutti all'indietro. E non ne fa una questione ideologica, ma pratica: in questa materia l'autonomia regionale è pressoché nulla, e le uniche due leggi approvate sinora da altre regioni sono state impugnate. Ecco perché, dopo la prima legge di iniziativa popolare bocciata da palazzo Ferro Fini due anni fa nonostante lo sponsor pesante dell’allora presidente regionale Zaia, oggi non ce ne dovrebbe essere una seconda. E questo nonostante lo stesso Zaia abbia appena spiegato che il testo in aula ci arriverà eccome, persino tra giugno e luglio. Meglio invece avanzare una proposta veneta per una legge nazionale sul fine vita, spiega Stefani: potrebbe essere questo l'unico modo per far sentire la voce delle Regioni e incalzare il Parlamento a muoversi.
Un’altra proposta di legge sul fine vita è stata incanalata in Parlamento, e per la prima volta potrebbe vedere la luce qualcosa di concreto nelle due Camere, anche se tra un anno incombe lo spettro della fine della legislatura. In Veneto, invece, rimane da capire che farà Zaia, che con alcuni suoi fedelissimi da anni porta avanti questa battaglia in Consiglio. E a giudicare da quanto avvenuto nelle ultime 48 ore, non pare intenzionato a fermarsi.