INTEGRAZIONE: UN PROGETTO CHE FALLISCE GIÀ A SCUOLA
Alte aspettative, ma basse possibilità di realizzare i loro sogni: ecco dove nasce il disagio dei giovani di oggi, soprattutto quelli nati da famiglie di origine straniera. Una spaccatura netta tra ciò che possono sognare i ragazzi italiani per il loro futuro, e invece ciò che viene riservato alle generazioni nate da immigrati: un grossissimo problema non di immigrazione, ma di integrazione. Lo dicono i dati dello studio di Fondazione Moressa, presentati dal dipartimento di statistica dell'ateneo di Padova, che fotografano una disparità destinata a creare nuove fratture, invece che a sanare quelle attuali. Questo accade, avvertono gli esperti, perché quelli che chiamiamo "italiani di seconda generazione" sin nei primi loro anni di vita sentono sulla pelle la distanza e l'isolamento, poiché la scuola non colma le differenze sociali.
Hai voglia, allora, a parlare di integrazione. I giovani stranieri sono il 15% tra gli studenti nelle scuole professionali, e solo il 5% nei licei. E se ogni lavoro è dignitoso, sappiamo bene che chi frequenta l'università, aprendosi la strada a carriere più prestigiose, viene quasi sempre dai licei. Raffreddare il risentimento delle seconde generazioni è meno facile di quel che pensiamo, e più passa il tempo più questa fetta di popolazione diventerà consistente. Anche perché, dicono i dati di fondazione Moressa, in Veneto oggi risiede oltre mezzo milione di immigrati, e negli ultimi dieci anni i figli dei veneti sono calati del 7.5%, mentre i figli di famiglie straniere sono cresciuti del 17.6%. Arriverà un momento in cui le seconde generazioni supereranno le "locali", altro che tetto al numero degli stranieri a scuola.