L'ITALIA CONTRO ELECTROLUX: A SUSEGANA 310 ESUBERI
Electrolux non ritira, per ora, il piano industriale che prevede in Italia 1700 esuberi sui circa 4500 lavoratori dei suoi stabilimenti nella penisola. Ma il Ministero delle Imprese, nell'incontro di lunedì a Roma con i sindacati, le regioni e i vertici del colosso svedese dell'elettrodomestico, ha detto chiaro e tondo che non accetterà alcun piano che preveda questi licenziamenti. Tempo fino al 15 giugno, per ritirare la proposta di ristrutturazione definita "inaccettabile".
A Susegana, stabilimento trevigiano del marchio scandinavo, all'indomani del vertice al Ministero sono arrivati per la regione il presidente Stefani e l'assessore Bitonci, per parlare direttamente con gli operai. Se alcuni impianti italiani, come quello marchigiano di Cerreto d'Esi, rischiano lo smantellamento e il licenziamento in tronco di tutti gli addetti, a Susegana il piano prevede comunque 310 esuberi tra gli operai, così come a Porcia, nel pordenonese, sono in 262 a rischiare il posto. E la preoccupazione perciò continua a viaggiare su livelli di guardia. "Bitonci sta gestendo la crisi aziendale e ha le capacità e l'esperienza per farlo", ha detto Stefani agli operai e alle RSU presenti, da un paio di se3ttimane impegnati in picchetti e sciopero a oltranza "Come regione interveniamo costruendo rapporti e metteremo a disposizione tute le nostre strutture per difendere il lavoro e i lavoratori".