LA MARCIA DEGLI STUDENTI: IN 1500 SFILANO A PADOVA
Un corteo lungo, rumoroso e colorato. Arrabbiato, soprattutto: arrabbiato contro le istituzioni, contro il ministero, contro il Governo. A Padova la protesta degli studenti è andata in scena senza disordini, nonostante le tensioni della vigilia e le perquisizioni e denunce scattate nei confronti di alcuni studenti che, nelle ultime settimane, avevano discusso nelle chat della possibilità di dare fuoco ai cassonetti, fare le barricate, assaltare Questura e negozi del centro. Rischi scongiurati del preventivo intervento della Digos, che probabilmente ha anche fatto sì che alla marcia che si è snodata dalla stazione a piazza Antenore, passando per corso del Popolo, il Liston e le principali piazze del centro, si presentassero non in tantissimi, e nessuno con la voglie di generare tensioni.
Erano 1500, forse poco meno di duemila, gli studenti che hanno sfilato per le strade di Padova: un movimento nato dalla protesta di alcune singole scuole nelle ultime settimane, decise a chiedere strutture migliori, interventi economici, un sostegno più importante al diritto allo studio. C’erano persino alcuni genitori, per chiedere migliori strutture e più investimenti in sicurezza nelle aule. A differenza di Verona, dove si sono registrati alcuni cassonetti in fiamme e alcuni momenti di tensione, o Treviso, dove gli studenti chiusi nei cancelli della scuola hanno scavalcato per unirsi al corteo, a Padova hanno sfilato rumorosamente, al grido di "noi siamo antifascisti", chiedendo più soldi alla scuole, e meno soldi alla guerra.
Imponente, il servizio d'ordine schierato dal Questore di Padova, presente per sincerarsi della situazione. Il piano anti-tafferugli ha retto: 250 uomini delle forze dell'ordine schierati, otto squadre del reparto mobile, gli idranti a difesa della Questura che per fortuna non sono serviti. Il malumore dei commercianti delle piazze è stato causato non dal corteo, ma dall'ordinanza che ha vietato sedie e tavolini, riducendo gli affari: una misura preventiva per evitare che venissero usati in maniera impropria dai violenti. Il traffico cittadino è rimasto paralizzato per la prima mezz'ora di corteo, mentre gli studenti transitavano per corso del Popolo. Poi, a poco a poco, la manifestazione ha bloccato solo le riviere e il centro. Senza le temute tensioni, e senza rischi per la pubblica sicurezza.
Rimane il colpo d'occhio, di queste strade. Quelle popolate di ragazzi che forse, come nel '68, hanno visto cosa sta accadendo in Francia e hanno deciso di far sentire la loro voce. Quella di una scuola che deve ancora ammodernarsi e portarsi al passo coi tempi, ma che non ci riesce. E pensare che al Ministero dell'Istruzione, l'unica recente preoccupazione è stata il tetto agli stranieri: erano in tantissimi, nelle strade, i ragazzi e le ragazze nati da genitori immigrati. tra vent'anni saranno ancor più di quelli di oggi, ma li stiamo crescendo educandoli ad una società che discrimina, sin dai banchi di scuola.