MIGLIAIA NELLE STRADE: TENSIONI A VENEZIA E VICENZA
Piazze e strade di quasi tutti i capoluoghi veneti invasi dalla rabbia e dalle contestazioni. Giovani, meno giovani, studenti e lavoratori insieme. Lo sciopero generale indetto dall'Unione Sindacale dei base per venerdì 30 ottobre è andato in archivio con una partecipazione notevole, in moltissime città del Veneto. A Padova il corteo più numeroso, oltre diecimila persone a riempire l'anello di Prato della Valle: tanti slogan, tanti insulti al Governo e alla politica del riarmo, e nessun momento di tensione. Che invece si è registrato tra Venezia e Vicenza, dove il bilancio è anche di alcuni feriti tra manifestanti e polizia.
In laguna, erano due i cortei previsti: uno in centro storico ha prima bloccato piazzale Roma, paralizzando i trasporti e srotolando dal parcheggio comunale un grande striscione con scritto "Riprendiamoci il futuro", per poi incanalarsi tra calli e campielli fino a Campo Santa Margherita. In terraferma, invece, il secondo corteo di studenti e lavoratori è stato bloccato dalla polizia all'imbocco del cavalcavia dalla rotonda di via Torino, preclusa al corteo che però ha provato comunque a sfondare: negli attimi di tensione per respingere chi cercava di sfondare il blocco, sette agenti di polizia sono rimasti leggermente feriti.
A Vicenza, invece, gli studenti sono partiti dalla stazione, i lavoratori da piazza Castello: due cortei che poi si sono riuniti ma che hanno provato a forzare lo sbarramento sulla rampa della Tangenziale Ovest a Ponte Alto: le forze dell'ordine hanno respinto il tentativo con gli idranti, i manifestanti hanno risposto con un lancio di petardi e fumogeni. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, tre manifestanti sarebbero rimasti feriti, tra cui uno colpito in testa da un lacrimogeno.
Per il resto, nelle altre città la situazione è rimasta complessivamente tranquilla, grazie anche agli ingenti apparati di sicurezza che hanno scortato, passo passo, manifestanti e cortei nelle strade.
Un migliaio di persone ha sfilato per le strade di Verona, qualche centinaio di studenti ha attraversato le strade di Schio, nel vicentino, scandendo slogan anti-fascisti e contro il Governo, alcune scritte contro la premier Meloni sono state vergate sui muri di un condominio. A Treviso l'unica azione dimostrativa è stata il lancio di palloncini riempiti di vernice contro una delle sedi di Confindustria, a Palazzo Giacomelli: i manifestanti hanno sfregiato la facciata per sottolineare le pessime condizioni di lavoro nelle fabbriche, e il finanziamento all'industria bellica. Tra i diecimila di Padova, invece, il massimo della trasgressione si è registrato quando alcuni manifestanti, a metà corteo in corrispondenza della prefettura, hanno dato fuoco ad un'immagine raffigurante il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara.