PROGETTO CASE DI COMUNITÀ IN CERCA DI MEDICI
La riforma della Sanità non decolla a rischio l'avvio delle Case di Comunitàprevisto per il 30 giugno. Nonostante la disponibilità dei medici di base qualcosa al tavolo delle trattative con il Ministero è andato storto . L'idea del Governo era in sisntesi di trasformare dei liberi professionisti e in convenzione con il SSN in veri e propri dipendenti della Sanità nazionale pubblica. Offerta che avrebbe dovuto interessare i medici più giovani della categoria sollevandoli dal peso di segreteria ambulatoriale e dalla spesa per lo studio medico. Le strutture sanitarie che dovrebbero essere il nuovo presidio sanitario territoriale in risposta al crescente bisogno della popolazione specialmente quella più anziana e residente nelle aree più isolate del Paese e che dovrebbero alleggerire il carico al mondo dell'Emergenza Urgenza nazionale, garantirebbero il 'tutto pronto' ai medici di base che aderiscono prestandosi così a dar vita all'innovativo sistema sanitario italiano. Peccato che in poche parole finirebbero per perdere la propria autonomia e che le Case di Comunità siano al centro di forti perplessità proprio a cuasa della carenza di medici, per molti quindi meglio restare dove sono. Come sempre quando le cose naufragano a Roma la soluzione ai problemi ricade sulle Regioni. Nel giro di qualche giorno a livello locale le rappresentanze sidacali dei medici di medicina generale si confronteranno con i vertici della Sanità della Regione del Veneto in cerca di soluzioni per una possibile collaborazione.