SOCIAL NETWORK, IL MONDO ALZA IL MURO
Facebook e Instagram finiscono sotto processo negli Stati Uniti. A portare Meta davanti a un tribunale federale sono 29 Stati americani, con California, Colorado, Kentucky e New Jersey in prima fila. L’accusa è pesante: aver progettato le proprie piattaforme per creare dipendenza nei più giovani, pur conoscendo i rischi per la loro salute mentale, e aver raccolto illegalmente dati di bambini sotto i 13 anni. Meta respinge le accuse. Ma la posta in gioco è enorme: le richieste di risarcimento possono arrivare fino a 1.400 miliardi di dollari, oltre a possibili modifiche radicali al funzionamento di Facebook e Instagram.
Quello americano non è un caso isolato. I social sono sempre più nel mirino di governi e istituzioni. L’Australia è stata la prima: dal dicembre 2025 vieta ai minori di 16 anni di avere account su numerose piattaforme. Il Brasile ha introdotto nuove regole per gli under 16, mentre Austria e Regno Unito si sono mossi per introdurre limiti analoghi.
E in Italia è già arrivata la proposta del presidente del Veneto Alberto Stefani, che punta a vietare i social ai minori di 14 anni e a introdurre verifiche sull’età. Per il Governatore servono regole più severe per proteggere i ragazzi da contenuti violenti, dipendenza e rischi online.
Ma è davvero giusto vietare i social ai più giovani?
Secondo i favorevoli, un limite di età all’utilizzo delle piattaforme potrebbe ridurre l’esposizione a contenuti dannosi, cyberbullismo e meccanismi che favoriscono un uso compulsivo.
I contrari, invece, mettono in guardia dai divieti generalizzati. I social possono essere anche strumenti di informazione, relazione e partecipazione, soprattutto per gli adolescenti. E resta il problema della verifica dell’età: controllarla significa raccogliere dati personali, con possibili rischi per la privacy.
Il punto, allora, non è più se intervenire, ma come farlo. Tra divieti, controlli, responsabilità delle piattaforme e ruolo delle famiglie, la sfida è trovare un equilibrio: proteggere i più giovani senza trasformare la rete in uno spazio di libertà sempre più limitata.