notizie / 07/10/2026 06:43

TV7 NEXT - A&T VICENZA, LA SFIDA DELL'AI

IA e A&T Vicenza diventano il punto di partenza per leggere una fase nuova dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane: non più solo sperimentazione individuale, ma applicazione concreta nei processi aziendali. Dopo i primi utilizzi per testi, mail, presentazioni e attività di supporto, la partita si sposta su produzione, organizzazione, analisi dei dati, efficienza, riduzione degli sprechi, competitività e redditività.
Secondo ISTAT, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Il dato è in crescita rispetto all’8,2% del 2024 e al 5% del 2023. L’accelerazione segnala un passaggio rilevante: l’IA non è più solo un ambito di sperimentazione, ma una leva che le aziende iniziano a misurare sul terreno dell’organizzazione e della produttività.
Per il Veneto manifatturiero, il tema assume un peso specifico. Il territorio è costruito su piccole e medie imprese, filiere produttive, competenze tecniche e capacità industriale diffusa. In questo contesto, l’intelligenza artificiale non può essere letta come una tecnologia da adottare per moda, ma come uno strumento da integrare dove generi valore misurabile.

IA E A&T VICENZA: DALL’USO INDIVIDUALE ALL’IMPRESA

Nel servizio di TV7 Next, Matteo Faggin, Direttore Generale di SMACT Competence Center, individua il punto centrale: la sfida non è più utilizzare l’IA per migliorare la produttività individuale, ma portarla dentro l’impresa.
L’uso personale dell’intelligenza artificiale è ormai immediato: può aiutare a scrivere una mail, preparare un documento, costruire una presentazione o sintetizzare informazioni. Il salto industriale, però, avviene quando l’IA viene applicata ai processi interni. Significa capire dove possa produrre benefici concreti, quali attività possano essere migliorate, quali dati possano essere valorizzati e quali aree aziendali possano ottenere risultati nel breve periodo.
Il tema, quindi, non è acquistare uno strumento perché il mercato lo impone. È costruire un metodo. L’IA deve entrare dove possa sostenere redditività e competitività. Per farlo servono competenze, analisi dei processi e capacità di individuare le aree in cui il beneficio sia realmente misurabile.
Questo passaggio riguarda in modo particolare le PMI, cioè le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono di strutture interne dedicate all’innovazione come le grandi aziende. Per loro la questione non è soltanto tecnologica, ma organizzativa: definire da dove partire, con quali competenze, con quali investimenti e con quali obiettivi.

IA E A&T VICENZA: IL FORUM PER LA MANIFATTURA

Il passaggio dall’uso individuale dell’intelligenza artificiale alla sua integrazione nei processi aziendali richiede competenze, metodo e confronto con casi concreti. In questa traiettoria si inserisce A&T Vicenza, in programma dal 27 al 29 ottobre 2026 alla Fiera di Vicenza. La manifestazione si propone come appuntamento dedicato all’innovazione tecnologica e digitale per le imprese, con un’attenzione specifica alla manifattura.
Marco Chiarello, Exhibition Manager di A&T Vicenza, sottolinea il carattere operativo dell’evento: non solo tecnologie di frontiera, ma soluzioni che possano essere comprese, adottate e portate in azienda in modo graduale.
All’interno di A&T Vicenza trova spazio l’IA Forum, progetto speciale dedicato all’intelligenza artificiale nei processi industriali, con focus su automazione predittiva, visione artificiale, gestione dei dati di produzione e integrazione con i sistemi già presenti in azienda.
L’obiettivo è accompagnare le imprese, in particolare le PMI manifatturiere, in un percorso di emancipazione digitale e trasferimento tecnologico. Il progetto nasce in collaborazione con SMACT Competence Center e con il coinvolgimento del mondo universitario e della ricerca, secondo quanto indicato nelle comunicazioni collegate alla manifestazione.
Il nodo resta la concretezza. Per molte imprese del Nord Est, la priorità non è inseguire l’ultima tecnologia presentata nei convegni internazionali, ma capire quali strumenti possano migliorare produzione, qualità, controllo, manutenzione, dati e decisioni.
L’intelligenza artificiale entra così nella manifattura non come slogan, ma come processo di trasformazione. Un percorso che richiede casi applicativi, competenze, centri di trasferimento tecnologico, università e luoghi di incontro tra domanda e offerta di innovazione. La competitività del futuro non dipenderà solo dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità delle imprese di integrarle senza perdere concretezza.

Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.

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