TV7 NEXT - BITCOIN VS QUANTUM
Bitcoin e la nuova minaccia quantistica
Il dibattito sulla sicurezza delle criptovalute si arricchisce oggi di un nuovo elemento: l’arrivo dei computer quantistici. Secondo lo studio pubblicato da Google Quantum AI, il sistema crittografico su cui si basa Bitcoin potrebbe diventare vulnerabile nel giro di pochi anni. Il cuore della questione è la crittografia a curve ellittiche, utilizzata per proteggere i portafogli digitali. Questo sistema funziona grazie a una relazione matematica tra chiave privata e chiave pubblica che, per i computer tradizionali, è impossibile da invertire.
I computer quantistici, però, introducono un nuovo paradigma. Grazie ai qubit, che possono esistere in più stati contemporaneamente, e all’algoritmo di Shor, questi sistemi potrebbero risolvere problemi matematici complessi in tempi drasticamente ridotti. Secondo le stime di Google, un attacco potrebbe essere completato in circa nove minuti una volta esposta la chiave pubblica. Un dato che mette in discussione la sicurezza delle transazioni, che richiedono circa dieci minuti per essere confermate.
Oggi questa minaccia resta teorica, perché la tecnologia quantistica non è ancora sufficientemente sviluppata. Tuttavia, i progressi sono rapidi e il numero di qubit disponibili cresce ogni anno, avvicinando uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava lontano.
Oltre Bitcoin: una questione globale
Il problema non riguarda solo Bitcoin. La stessa crittografia utilizzata nelle criptovalute è alla base della sicurezza digitale globale: email, sistemi bancari, comunicazioni governative. Questo significa che un eventuale salto tecnologico nel campo quantistico avrebbe effetti ben più ampi.
Secondo lo studio di Google Quantum AI, circa 6,9 milioni di Bitcoin si trovano in portafogli con chiavi pubbliche già esposte, rendendoli potenzialmente vulnerabili in futuro. Ma il vero nodo è la capacità di adattamento del sistema. A differenza di altre piattaforme, Bitcoin non ha una struttura centrale che possa imporre aggiornamenti rapidi. Le modifiche richiedono consenso tra la comunità, un processo che può richiedere anni.
Nel frattempo, si parla sempre più di crittografia post-quantistica, una nuova generazione di algoritmi progettati per resistere agli attacchi quantistici. Organismi come il NIST stanno già lavorando alla standardizzazione di queste soluzioni, ma la loro implementazione su larga scala richiederà tempo.
La sfida, quindi, non è solo tecnologica ma anche organizzativa. Adeguare infrastrutture globali richiede coordinamento, investimenti e tempi lunghi. E proprio qui emerge il vero rischio: che la tecnologia quantistica arrivi prima che il sistema sia pronto a difendersi.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.