notizie / 04/06/2026 11:33

TV7 NEXT - ENERGIA: TAVOLA ROTONDA PER LE CER

Le Comunità energetiche rinnovabili sono uno degli strumenti più interessanti della transizione energetica, perché permettono a cittadini, imprese, enti locali, condomini e realtà del territorio di produrre e condividere energia da fonti rinnovabili. Il principio è semplice: l’energia pulita prodotta vicino ai luoghi di consumo può generare benefici economici, ambientali e sociali per chi partecipa alla comunità.
La pratica, però, è più complessa. Costituire e gestire una CER, o una configurazione di autoconsumo per la condivisione di energia rinnovabile, richiede competenze tecniche, giuridiche, amministrative e finanziarie. Serve capire come funzionino gli incentivi, quali dati siano necessari, come si ripartiscano i benefici, quali soggetti possano partecipare e quali procedure vadano seguite.
Per questo la nuova Raccomandazione (UE) 2026/1007 della Commissione europea è un passaggio importante. Il documento, adottato il 30 aprile 2026 e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, indica agli Stati membri una direzione precisa: rendere più semplice l’accesso alle Comunità energetiche, ridurre gli adempimenti e creare strumenti finanziari più adatti anche ai soggetti che oggi incontrano maggiori difficoltà.
L’obiettivo europeo è portare a 90 gigawatt la capacità rinnovabile installata dalle comunità dell’energia. La raccomandazione non è vincolante, ma il suo valore politico è significativo: Bruxelles chiede di aggiornare i quadri nazionali affinché l’autoconsumo collettivo non resti impigliato in procedure troppo frammentate.

MENO BUROCRAZIA, PIÙ ACCESSO ALL’ENERGIA CONDIVISA

Uno dei punti più concreti riguarda i piccoli impianti. Per i sistemi fino a 800 watt, come pannelli fotovoltaici da balcone o batterie plug-in, la Commissione invita gli Stati a eliminare le procedure autorizzative. L’obiettivo è permettere anche ai cittadini che vivono in appartamento di entrare più facilmente nella logica dell’autoproduzione.
La raccomandazione chiede inoltre connessioni alla rete con scadenze certe e trasparenti, procedure digitali per registrare gli accordi di condivisione e obblighi amministrativi ridotti al minimo. Chi partecipa a una CER non dovrebbe essere trattato come un fornitore commerciale di energia. La differenza è sostanziale: una comunità energetica non nasce per vendere elettricità sul mercato come una grande società, ma per produrre, condividere e valorizzare energia rinnovabile sul territorio.
La Commissione affronta anche il tema economico. Molti progetti si bloccano nelle fasi iniziali perché mancano capitali per studi di fattibilità, progettazione, consulenze tecniche e attività amministrative. Per questo Bruxelles invita gli Stati a utilizzare pienamente i fondi di coesione europei 2021-2027 e a introdurre strumenti dedicati all’avvio delle comunità.
Particolare attenzione viene riservata a famiglie a basso reddito, inquilini e persone in povertà energetica. Tra le soluzioni indicate ci sono leasing, contratti di rendimento energetico, modelli di finanziamento collettivo e schemi di investimento comunitario. Il principio è chiaro: l’energia condivisa funziona davvero se non resta accessibile solo a chi dispone già di capitale.
Un altro passaggio riguarda i dati. Per gestire bene una CER serve conoscere quasi in tempo reale produzione, consumo e ripartizione dell’energia. La raccomandazione indica una transizione progressiva da criteri statici, con quote fisse, a criteri dinamici, capaci di rispecchiare meglio i consumi effettivi. È un tema tecnico, ma decisivo per aumentare il valore della condivisione.

L’INCONTRO GRATUITO DI COMMUNITY-CER CON GSE E FONDAZIONE ORDINE DEGLI INGEGNERI

Proprio perché le nuove regole europee aprono prospettive interessanti ma anche domande operative, Community-CER promuove una tavola rotonda gratuita dedicata ai quesiti aperti sulle CACER, le configurazioni di autoconsumo per la condivisione di energia rinnovabile.
L’incontro è previsto il 17 giugno 2026, in streaming, dalle 11 alle 13, con una durata di due ore e 900 posti disponibili. Il corso è gratuito e aperto a chi intenda approfondire gli aspetti ancora aperti della disciplina, con particolare attenzione alle domande emerse dal confronto con il territorio. 
Il programma prevede i saluti istituzionali dell’onorevole Roberta Toffanin, consigliera GSE, dell’ingegner Alberto Benato, presidente della Fondazione Ordine degli Ingegneri, e del dottor Raffaele Zanon, presidente Confimi Industria Padova Rovigo. La tavola rotonda sarà moderata da Claudia Chasen, giornalista accreditata, e da Andrea Grigoletto, portavoce di Community-CER. 
Nel confronto tecnico interverranno Estella Pancaldi del GSE, responsabile Assistenza Tecnica e Capacity Building per le Pubbliche Amministrazioni, e Vittorio La Monica del GSE, funzione Promozione e Assistenza alle PA. Il tema sarà quello delle risposte ai quesiti della Fondazione Ordine degli Ingegneri, con un taglio pensato per rendere più chiari gli aspetti applicativi. 
La scelta di proporre un appuntamento gratuito è coerente con il bisogno più urgente di questa fase: fare chiarezza. Le CER non sono solo un impianto fotovoltaico condiviso. Sono un modello organizzativo, energetico e territoriale. Richiedono regole comprensibili, strumenti digitali, dati affidabili, progettazione tecnica e capacità di mettere insieme soggetti diversi.
Per Comuni, professionisti, imprese, amministratori di condominio e cittadini, un momento informativo di questo tipo può aiutare a capire meglio opportunità, limiti e passaggi operativi. La transizione energetica, infatti, non si realizza soltanto con incentivi e norme. Richiede accompagnamento, linguaggio chiaro e competenze diffuse.
Le nuove indicazioni europee vanno proprio in questa direzione: meno burocrazia, più accessibilità, più attenzione alle fasce vulnerabili e maggiore qualità dei dati. Ora la sfida passa agli Stati membri e ai territori. Le Comunità energetiche rinnovabili possono diventare una leva importante per produrre energia pulita, ridurre i costi e rafforzare la partecipazione locale. Perché questo accada, però, serve che le opportunità siano spiegate, comprese e trasformate in progetti reali.

Per partecipare alla "Tavola Rotonda quesiti aperti sulle CACER con GSE e FIP"  PRENOTA IL TUO POSTO GRATUITAMENTE


Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.

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