TV7 NEXT - GAME CHANGER ITALY
Game Changer Italy ha portato al campus H-FARM di Roncade, il 30 ottobre 2026, un confronto tra tecnologie, ricerca, imprese e nuove generazioni. La seconda edizione italiana ha affiancato intelligenza artificiale, sostenibilità e creatività, seguendo un filo comune: la possibilità che competenze diverse trovino un terreno di lavoro condiviso. Un algoritmo, da solo, non costruisce una collaborazione. Una buona idea, senza interlocutori e risorse, rischia di restare tale.
GAME CHANGER ITALY: TECNOLOGIE, IMPRESE E NUOVE GENERAZIONI
GameChanger si presenta come una piattaforma dedicata al rapporto tra tecnologie e vita quotidiana, con appuntamenti in sei Paesi europei: Croazia, Slovenia, Montenegro, Italia, Svizzera e Regno Unito. Il suo pubblico comprende professionisti, imprese, studenti e industrie creative. La presenza di interlocutori diversi è parte del progetto: le applicazioni di una tecnologia dipendono anche dalle persone che la incontrano e dai problemi che cercano di risolvere.
L’intelligenza artificiale costituisce un punto di partenza comprensibile: il cambiamento è percepito anche da chi non lavora nel settore, mentre gli effetti sulle professioni e sulle attività produttive richiedono spiegazioni meno sbrigative degli annunci. Il ruolo della piattaforma è offrire occasioni per orientarsi, conoscere esperienze e comprendere le possibilità di partecipazione.
Il programma dell’edizione italiana ha accostato sostenibilità, formazione, impresa e linguaggi creativi, prevedendo anche presentazioni di progetti degli studenti. Il collegamento tra questi ambiti rende visibile un aspetto dell’innovazione spesso lasciato sullo sfondo: una competenza tecnica acquista valore quando incontra una necessità concreta, un contesto d’uso e qualcuno disposto a sperimentarla.
La sede di Roncade ha dato una dimensione territoriale a questo confronto internazionale. Il Veneto entra così nel racconto attraverso le sue reti di collaborazione e il rapporto tra formazione e attività economiche. L’interesse dell’appuntamento sta anche nella possibilità di far dialogare persone che, pur lavorando su problemi vicini, frequentano abitualmente ambienti differenti.
DA GAME CHANGER ITALY AI PROGETTI EUROPEI: IL RUOLO DI VENETIAN CLUSTER
Il partner italiano dell’iniziativa è Venetian Cluster, coinvolto nell’organizzazione attraverso la Rete Innovativa Regionale Venetian Innovation Cluster for Cultural and Environmental Heritage. Il nome richiama il patrimonio culturale e ambientale, ma il campo di lavoro comprende anche le tecnologie e i servizi che possono sostenerne conservazione, gestione e valorizzazione.
Calò descrive un’attività che mette insieme università, centri di ricerca, enti locali, professionisti e imprese. Il termine cluster indica, in questo contesto, una rete di soggetti che condividono competenze e opportunità di collaborazione. Il lavoro consiste nell’individuare esigenze, costruire partenariati e cercare risorse adeguate. L’accesso a un finanziamento è una parte del percorso; la capacità di realizzare il progetto resta il passaggio decisivo.
Un esempio è CR.EU.IN. HERITAGE, progetto europeo coordinato da Venetian Cluster e dedicato all’innovazione nella filiera del patrimonio culturale. Il bando pubblicato nel 2026 mette a disposizione 1,97 milioni di euro per progetti collaborativi. Prevede contributi fino a 60.000 euro per singola piccola o media impresa, con un cofinanziamento minimo del 15%. Sono condizioni specifiche di quella procedura, che non vanno confuse con un sostegno automatico a qualsiasi idea.
Il progetto utilizza il finanziamento a cascata: le risorse europee sono assegnate a un progetto che, attraverso propri bandi, seleziona e sostiene iniziative di altre imprese. Per chi partecipa, significa confrontarsi con obiettivi e condizioni definite, all’interno di un percorso che può comprendere accompagnamento e assistenza.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.