TV7 NEXT - NON TOCCATE LE FORESTE ANTICHE
Le foreste boreali sono tra i più grandi serbatoi di carbonio del pianeta. Ma non tutte le foreste svolgono questo ruolo allo stesso modo.
Una nuova ricerca pubblicata su Science, guidata da Lund University e Stanford University, dimostra che le foreste primarie immagazzinano quantità di carbonio molto superiori rispetto alle foreste gestite.
Lo studio ha analizzato oltre 200 aree forestali in Svezia, combinando dati sul campo e modelli statistici.
I risultati sono chiari:
- le foreste primarie immagazzinano fino all’83% di carbonio in più per ettaro
- anche considerando il legno utilizzato, il vantaggio resta del 72%
- il divario è fino a 8 volte superiore rispetto alle stime precedenti
Questo significa che la gestione industriale delle foreste riduce in modo significativo la capacità di stoccaggio del carbonio.
Il ruolo chiave del suolo
La scoperta più rilevante riguarda il suolo, nelle foreste antiche:
- fino al 64% del carbonio è immagazzinato nel terreno
- solo il 30% si trova negli alberi vivi
Quando una foresta viene tagliata, il carbonio del suolo viene disperso e difficilmente recuperato nel tempo.
Questo rende la perdita di foreste primarie particolarmente critica.
Un problema globale poco visibile
Tra il 2003 e il 2019, la Svezia ha perso foreste primarie a un ritmo dell’1,4% all’anno.
Un dato sorprendente, perché supera di sei volte il tasso di perdita della foresta amazzonica nello stesso periodo.
A differenza delle foreste tropicali, però, quelle boreali sono più difficili da monitorare: anche dopo il disboscamento, appaiono simili nelle immagini satellitari.
Secondo i ricercatori, riportare le foreste gestite ai livelli di carbonio delle foreste primarie significherebbe evitare miliardi di tonnellate di emissioni.
La conclusione è netta:
- proteggere le foreste esistenti può essere molto più efficace, nel breve periodo, rispetto a creare nuove piantagioni.
- In un contesto di transizione energetica e tecnologica, la natura resta quindi una delle infrastrutture più potenti a disposizione.
E forse anche la più sottovalutata.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.