notizie / 22/04/2026 15:16

UCCISO A BRUSEGANA, IL SOCIO INDAGATO PER OMICIDIO

«Sono io quello che state cercando». Si sarebbe presentato così, in Questura, accompagnato dal suo avvocato, il principale sospettato per l’omicidio di Brusegana. A varcare la soglia degli uffici della Squadra Mobile martedì mattina, a 24 ore dal delitto, pare essere stato proprio l'uomo che sin dal primo momento aveva destato alcuni sospetti, sparendo nel nulla: il socio della vittima.

Marco Cossi, 48 anni, ucciso con quindici coltellate in via Isonzo nella notte tra domenica e lunedì, la sera dopo avrebbe dovuto aprire con Samuele Donadello, 47 anni, una nuova attività di food truck. Samuele avrebbe dovuto esserne il cuoco, è il suo mestiere e si sarebbe occupato di cucinare piadine e panini; mentre Marco, che ci aveva messo i soldi, per un po’ avrebbe continuato a lavorare come autista. Che cosa possa essere successo tra i due non si sa. Sta di fatto che secondo indiscrezioni (non confermate per ora dalle forze dell'ordine) dovrebbe essere proprio Samuele Donadello, l'uomo che martedì si è presentato in Questura e poi è stato interrogato per dieci ore dai poliziotti e dal magistrato. Il cui silenzio, ancora ora, non fa altro che alimentare ipotesi e congetture.

L’uomo, secondo quanto si apprende, sarebbe ora indagato per l’omicidio volontario dell'amico e socio in affari. Per ora indagato a piede libero, evidentemente non sono stati rilevati né il pericolo di fuga, né di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. Ma vista la gravità delle accuse non è detto che il fermo non arrivi comuqnue, nelle prossime ore.

Ignoto il movente, ignote le circostanze. Nel momento in cui vi parliamo, dagli inquirenti non sono arrivate conferme nemmeno del fatto che l'interrogato sia davvero lui e che il coltello - presunta arma del delitto - sia stato recuperato martedì in serata dalla Polizia Scientifica. Ad ora, perciò, gli elementi su cui noi stessi basiamo la ricostruzione che vi proponiamo sono questi.

Primo: Cossi e Donadello dovevano avviare un'attività insieme, e l'omicidio è avvenuto nemmeno 24 ore prima che questa impresa avesse inizio.

Secondo: per le modalità con cui è avvenuto il delitto, il killer era presumibilmente qualcuno che la vittima conosceva bene.

Terzo: la vita della vittima non aveva ombre, pare sia stato una coincidenza il fatto che sia stato ucciso in un noto luogo di spaccio e criminalità.

Quarto: dopo l'omicidio, chi conosceva Donadello è rimasto molto sorpreso del fatto che sia sparito da un paio di giorni dalla circolazione. Indizi, non prove, che forniscono un quadro ma non trasmettono certezze. A meno che qualcuno, tra gli inquirenti, non spieghi quanto avvenuto tra martedì e mercoledì negli uffici della Polizia di Stato: ad ora, ciò che il sospettato può aver riferito lo sanno solamente loro.

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