VELOX, DOPO IL 2017 LIBERI TUTTI: IL CONDONO REGGE?
C'è chi dice che con il decreto appena firmato da Salvini, quasi l'ottanta per cento degli autovelox veneti rientri nella "sanatoria" e sia con questo provvedimento, una volta pubblicato in gazzetta Ufficiale, omologato d'ufficio. C'è chi sostiene che la quota di apparecchi davvero "a norma" sia ben più bassa, circa un terzo del totale, e che circa il 70% sia costretto ad essere adeguato con lunghe trafile di certificazione e omologazione da zero. C'è chi ancora, le associazioni a tutela degli automobilisti, garantisce che i contenziosi legali siano ben lunghi dell'essere risolti.
Con il tanto atteso decreto autovelox, il ministero dei trasporti prova a mettere una pezza su un problema vecchio di 34 anni: da quando era stato varato il Codice della Strada, era il 1992, per i sistemi di rilevazione della velocità era stata prevista una procedura di omologazione che però non era mai stata normata sinora. E da quando due anni fa la Cassazione aveva stabilito che autorizzazione e omologazione erano due concetti ben diversi, sulle strade (e nei tribunali) si era scatenato il caos. Oggi, con una sanatoria, il ministero dà per buoni tutti i velox installati e approvati dopo il 2017.
Padova è la provincia che in veneto conta il maggior numero di apparecchi registrati nell'elenco nazionale del ministero (oltre un centinaio). E il Comune di Padova ne ha 12, installati sulle sue strade, in particolare le tangenziali. Gli uffici comunali dovranno verificare la corrispondenza delle apparecchiature con i requisiti indicati nel provvedimento, e quelli che ne sono esclusi, quando il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, andranno spenti e adeguati. Ma la gran parte - pare – sono a norma e pronti per rimanere accesi.
Per le associazioni a difesa degli automobilisti, però, la battaglia non è conclusa. Rendere "omologati" tutti i velox "approvati" dopo il 2017, semplicemente con un decreto ministeriale, è per l'associazione Altvelox irregolare e illegittimo. E dovessero esserci nuovi ricorsi sulle multe di questi apparecchi, probabilmente potrebbero comunque vedere giudici di pace sconfessare il decreto di Salvini. Appuntamento alla prossima puntata.