VENEZIA 83: ITALIA A SECCO, TRIONFANO LE DONNE
Nessun premio all'Italia, le tradizionali polemiche ad accompagnare la serata finale, un elenco di premiati che a molti - in un festival che cinematograficamente non ha emozionato come altre volte - è parso più politico che tecnico. Venezia 83 va in archivio e saluta il Lido, dandosi appuntamento al prossimo anno, con i premi andati alle grandi questioni d'attualità sullo sfondo: la guerra a Gaza, la condizione delle donne del mondo, l'invasione dell'Ucraina e la crisi del lavoro. A conquistare il Leone d'oro è May el-Toukhy, unica regista donna in gara con Woman Unknown, storia di una donna che alla fine della seconda guerra mondiale fa di tutto per nascondere un segreto che potrebbe distruggere il suo futuro. Miglior attrice alla sua protagonista, l'emozionata Mathilde Arcel, e Coppa Volpi per il miglior attore John Malkovich, interprete in Wild Horse Nine già dato tra i favoriti per la corsa agli Oscar. Leone d'argento a Dau, e al suo regista, dissidente russo, Ilya Khrzhanovsky. premio speciale della critica a Naza, il documentario su Gaza che ha scosso il festival e pure la politica, scatenando la reazione dello stato israeliano che ne ha smentito le ricostruzioni giornalistiche, e pure di parte della politica italiana contro l'universo Pro Pal. Bocca asciutta per l'Italia, che chiude senza alcun premio eccetto quello riservato a Riccardo Scamarcio nella categoria Orizzonti. Grande deluso anche Nanni Moretti, tornato al Lido dopo 38 anni e rimbalzato dalla giuria internazionale.
Una Mostra che chiude quindi con le immancabili polemiche, ma anche con numeri di crescita che non possono passare in secondo piano. Con oltre 117 mila biglietti venduti al pubblico, la Biennale cresce del +14% sul 2025, già anno record a suo tempo dodici mesi fa. Che si sommano i 14 mila accreditati, e alle oltre 37 milioni di visualizzazioni dei contenuti pubblicati online: una festa che piace, anche se quest'anno non è stata forse artisticamente al passo coi tempi del cinema di oggi. E che continua a riempire il Lido di Venezia, nonostante sia ormai diventata un lusso sempre più costoso ed esclusivo.