VERSO L’8 MARZO:DONNE VENETE PRECARIE E MENO PAGATE
La festa della donna è alle porte e diventa anche un’occasione per analizzare l’occupazione e il lavoro femminile in Veneto. L’opportunità è stata colta dalla Cgil regionale con Ires Veneto – Istituto di ricerche economico sociali.
I dati evidenziano che in Veneto c’è una partecipazione al lavoro da parte delle donne più bassa rispetto al Nord-Est e all’Unione Europea e che le donne, sempre nella nostra regione, sono impiegate con più frequenza degli uomini in posizioni di lavoro part time. Il divario retributivo di genere, infine, è estremamente accentuato sia per una maggiore presenza di part time che per una maggiore discontinuità lavorativa e una maggiore concentrazione del lavoro femminile in settori a bassa retribuzione. In Veneto, secondo i dati dell’Inps, una pensionata porta a casa in media poco più di 860 euro lordi mensili contro i 1.660 euro dei “colleghi” maschi. Ricordiamo inoltre che la disparità di pensione si trasforma facilmente in mancata autonomia e dipendenza e può talvolta sfociare in violenza economica, impedendo alla donna anche solo di pensare di allontanarsi dall’autore degli abusi.