CROLLO DEL LECCIO: “COMUNE DI VENEZIA RESPONSABILE”
Le responsabilità per il crollo del leccio di Piazzale Roma, avvenuto lo scorso 2 giugno nel primo pomeriggio della Festa della Repubblica, sono state circoscritte al Comune di Venezia. È quanto emerge dall’inchiesta aperta dopo l’incidente che causò il ferimento di dodici persone.
Dall’analisi di migliaia di documenti non è infatti emerso alcun ordine specifico di abbattimento per quell’albero, nonostante il leccio fosse inserito nell’elenco degli esemplari considerati a rischio. Un elenco che comprendeva piante vecchie o malate, ma per le quali, solo in alcuni casi, Ca’ Farsetti aveva emesso provvedimenti puntuali di eliminazione. Per il leccio di Piazzale Roma, quell’atto formale non è mai stato trovato.
Nel solo 2025 sono stati 473 gli alberi abbattuti in città, 150 dei quali dopo il crollo del 2 giugno. Ma proprio l’assenza di un ordine di abbattimento per quell’esemplare ha portato gli investigatori a escludere responsabilità del Consorzio incaricato della manutenzione del verde e del settore Verde pubblico comunale.
Il fascicolo per lesioni colpose gravissime, aperto dalla Procura, non ha mai portato all’iscrizione di indagati e si avvia ora verso l’archiviazione. Parallelamente, l’assicurazione del Comune ha avviato le trattative per i risarcimenti con le persone rimaste ferite. Una procedura gestita in modo riservato, caso per caso, in base alla gravità delle lesioni riportate.
Quel pomeriggio furono dodici i feriti, tre in condizioni gravi. A destare maggiore preoccupazione fu una donna di 39 anni, madre di due bambine, colpita alla schiena dal tronco crollato a causa di marciume e muffe. Dopo un lungo ricovero e il trasferimento in riabilitazione, l’incidente le ha lasciato conseguenze permanenti.
Tra i feriti anche la madre della sposa di un matrimonio a cui la comitiva stava andando, una cittadina americana con un trauma cranico e due donne dell’Est Europa con lesioni multiple. Un bilancio pesante, che ora si sposta dal fronte giudiziario a quello dei risarcimenti.