VENEZIA, BUFERA BIENNALE: GIULI MANDA GLI ISPETTORI
Non bastavano polemiche, petizioni, appelli e prese di posizione. Il ministero della Cultura ha inviato persino gli ispettori alla Biennale di Venezia: obiettivo dei funzionari, acquisire informazioni sulla riapertura del Padiglione russo alla prossima Esposizione d'arte, al via il 9 maggio. Un controllo scattato da parte del Ministro della Cultura sulla base non solo della contestata apertura alla Russia (circostanza per la quale il ministro aveva già annunciato la sua controversa assenza all'inaugurazione dell'esposizione, tra una settimana), ma anche dopo la decisione della Giuria internazionale di escludere dai premi Russia e pure Israele, in quanto guidati da leader "accusati di crimini contro l'umanità".
Ad una settimana dalla pre-apertura della Biennale d'arte, a Venezia il dibattito è ancora più aperto che mai. In attesa della risposta di Bruxelles alle repliche inviate dalla Biennale sulle obiezioni sollevate dalla Commissione Europea, che minaccia di ritirare i due milioni di euro di fondi se Mosca parteciperà davvero alla rassegna, in questi giorni contro la decisione della giuria è partita anche una petizione online che ha già raccolto quasi tremila firme. Una raccolta di sottoscrizioni da parte di chi chiede ai presidenti Pietrangelo Buttafuoco e Solange Farkas di revocare l’esclusione per principio dei padiglioni dei due paesi dalla rosa dei possibili candidati al Leone d'Oro. Un'iniziativa, sostengono i sottoscrittori, che contrasta con la linea della Biennale: bisogna «rifiutare qualsiasi forma di esclusione o censura dell’arte, la decisione unilaterale della giuria contraddice direttamente i principi dichiarati dalla stessa istituzione perché si tratta di discriminazione nei confronti degli artisti, non dei governi». E nelle stesse ore, nel frattempo, la mobilitazione comincia anche a trovare concretezza, perché sono già stati annunciati due cortei di protesta, in concomitante con l'apertura dei padiglioni.
L'8 maggio, venerdì prossimo, una manifestazione contro "il Padiglione Genocidio" di Israele e a sostegno della Palestina è stata organizzata alla vigilia dell'inaugurazione della Biennale Arte, e promossa da alcuni collettivi e da alcune sigle sindacali che si raduneranno alle 16.30 in viale Garibaldi a Venezia, vicino ai Giardini. Sabato 9 maggio, giorno dell'effettiva inaugurazione, una seconda manifestazione è stata invece chiamata a raccolta da Europa Radicale, Radicali Venezia e altre associazioni: in questo caso, un presidio per protestare direttamente contro la presenza della Russia all'esposizione, con raduno previsto alle 10 del mattino al ponte della Paglia e sfilata in corteo fino ai Giardini della Biennale.