IL GIUDICE AL COMUNE: “VIA LE BARRIERE ANTIRUMORE”
Nuovo capitolo nella lunga vicenda delle barriere antirumore di via del Plebiscito, a Padova. I pannelli installati più vent’anni fa dovranno essere rimossi entro sei mesi. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Venezia, che ha respinto la richiesta del Comune di sospendere l’esecuzione della sentenza.
Tutto nasce dal ricorso di un residente della zona, proprietario dell’ex mobilificio, che aveva portato Palazzo Moroni in tribunale sostenendo che le barriere fossero state realizzate troppo vicino alla sua proprietà, causando anche un danno economico alla sua attività.
Le strutture erano state installate alla fine degli anni Novanta, dopo una raccolta firme dei cittadini per limitare il rumore del traffico lungo una delle arterie più trafficate della città. I rilievi dell’Arpav avevano evidenziato il superamento dei limiti di legge.
I primi due gradi di giudizio hanno dato ragione al ricorso del privato.
Ma in attesa del responso della Cassazione, il Comune aveva chiesto di rinviare la rimozione, sostenendo i possibili rischi per la salute dei residenti, l’aumento dell’esposizione al traffico ma anche i costi di un doppio intervento, prima per demolire e poi, eventualmente, per ricostruire le barriere nel caso in cui la Suprema Corte dovesse ribaltare il verdetto.
Intanto, però, la sentenza resta esecutiva: le barriere devono essere rimosse.
Una vicenda che, al di là di come si concluderà, lascia un dato difficilmente contestabile: sono passati più di 25 anni dall’inizio della storia e una parola definitiva ancora non c’è. Un tempo decisamente troppo lungo. Perché, qualunque sia l’esito finale, il prezzo di una giustizia così lenta finisce per ricadere, ancora una volta, sui cittadini.