OSPEDALE DI PADOVA: “LA SFIDA È TENERSI I MEDICI”
Poche centinaia di metri di distanze, geograficamente, medesima mole di competenze e impellenze di prima, ma tutta un’altra situazione. Paolo Fortuna è il nuovo direttore generale dell'azienda ospedaliera di Padova. Arriva da via Scrovegni, distante davvero meno di un chilometro, perché dopo essere stato per cinque anni direttore dell'ULSS 6 Euganea la regione ha deciso di assegnarlo all'ospedale. E di passare quindi dal gestire l'enorme e complessa sanità territoriale, alla gestione di una struttura enorme, ramificata, eccellenza medica e di ricerca universitaria di livello internazionale.
Sulla scrivania, Fortuna eredita dal suo predecessore, Giuseppe Dal Ben, la colossale partita del nuovo ospedale di Padova: un progetto più che avviato, e che anzi in questi mesi sta deve arrivare alla gara d'appalto e all’inizio dei lavori nel 2027. Un ospedale che cambierà volto, e che dopo la pediatria vedrà sorgere anche il nuovo hospice pediatrico. Ma che con impellenza deve darsi una missione: quella di non farsi sfuggire i suoi stessi medici, formati internamente in università e poi spesso persi, e scappati a causa di condizioni di lavoro insostenibili. Un fattore cruciale a Padova, dove i sanitari sono schiacciati dalla carenza di personale, sono sfiduciati dalle paghe più basse di tutta la regione, e sono attanagliati da difficoltà logistiche croniche, che partono dai parcheggi ma non si fermano qui.