RUOSO MASSACRATO A PORDENONE: L’EX TECNICO CONFESSA
Ucciso per motivi di soldi da un collaboratore storico. "Uno di famiglia", hanno raccontato increduli oggi i parenti della vittima: Mario Ruoso, 87 anni, storico fondatore e patron di TelePordenone, emittente privata friulana che aveva chiuso i battenti un paio di anni fa, mercoledì sera era stato trovato senza vita nel suo attico al settimo piano di un palazzo in città, di fronte alla sua stessa rivendita d'auto. Ucciso in maniera brutale, a colpi di spranga: un'arma che gli inquirenti, dopo aver fermato un sospettato in mattinata, hanno cercato per ore nel fiume Meduna, a Prata di Pordenone, dragando il corso d'acqua fino a ritrovarla e recuperarla. In stato di fermo, con gravi indizi di colpevolezza, c'è Loriano Bedin, 67 anni, interrogato per ore dai carabinieri che l'hanno prelevato stamani nella sua abitazione: avrebbe confessato di essere stato lui, volto notissimo in tutto il Nordest nell'ambiente televisivo, per il suo operare tra antenne e tralicci, a uccidere colui che per decenni era stato il suo datore di lavoro. L'avrebbe fatto per motivi economici: un fatto di sangue che ha sconvolto anche Gigi Di Meo, oggi direttore de IL13, la nostra emittente friulana, e che per quarant'anni aveva lavorato fianco a fianco di Ruoso a TelePordenone.
Il delitto sarebbe avvenuto nella mattina di mercoledì, ma a trovare il cadavere era stato in serata il nipote, allertato dai colleghi dell'autosalone che non riuscivano a contattare il proprietario. Dopo averlo stordito, il killer avrebbe infierito con altri colpi al capo, senza pietà. “Una mattanza”, avevano constatato gli agenti intervenuti per i rilievi.