LA FENICE: BRUGNARO RINCARA LA DOSE “SI VA AVANTI"
Bocche cucite a Venezia. Il Ministro della Cultura Giuli non risponde sul tema tensioni interne al teatro La Fenice. È nel suo diritto, non possiamo obbligarlo ma da un rappresentate del Governo e della Cultura, ci saremmo aspettati almeno due parole su quanto sta accadendo in un Teatro così importante e per lo più a Venezia città museo a cielo aperto. Nulla di grave, al suo posto non si è fatto pregare il Sindaco di Venezia Brugnaro che al posto di stemperare le tensioni ha rincarato la dose. Beatrice Venezi nominata Direttore Musicale del Teatro La Fenice non arretra di un passo, a ottobre dovrebbe salire sul palco tanto conteso rischiando però di non dirigere a Natale e a Fine Anno perché non adatta al ruolo per un palco così importante, questo secondo i musicisti del Teatro. Se saltassero gli spettacoli di chiusura anno il Teatro perderebbe circa il 12% degli introiti annui. Al braccio di ferro che vede da una parte il sovrintendente, la Venezi e dall’altra con archetti affilati; coro e orchestrali, ora si è aggiunta la polemica sulle consulenze esterne che ha visto lasciare l’incarico in queste ore a Domenico Muti figlio del noto maestro di fama mondiale. Domenico Muti era stato ingaggiato dal sovrintendente proprio per i suoi prestigiosi contatti internazionali che avrebbero portato linfa al Teatro, o almeno questa l’intenzione. Secondo i sindacati del Teatro i soldi dell’incarico per Muti e per un’Agenzia di promozione , potevano essere impiegati per il welfare aziendale.