ALTVELOX INSISTE: “PRIMI RICORSI CONTRO IL DECRETO”
Il decreto autovelox varato dal ministro Salvini a metà settimana non smette di far discutere. E anzi, se da un lato produce le festanti soddisfazioni delle amministrazioni comunali – decise quelle leghiste, un po’ più caute ma comunque soddisfatte quelle di centrosinistra – dalla parte degli automobilisti la questione è tutt’altro che risolta. Altvelox, l'associazione che negli ultimi due anni ha depositato e vinto in tutta Italia centinaia di ricorsi contro le multe degli apparecchi autorizzati, ma non ufficialmente omologati, non ci sta. E anzi, avverte: i primi ricorsi contro le novità del ministero sono già partiti. Nodo centrale del contendere, è soprattutto la sanatoria con cui Salvini ha dichiarato omologati d’ufficio tutti gli autovelox installati dopo il 2017. Una mossa scorretta e che i giudici potrebbero presto sconfessare, assicurano le associazioni.
Unica nota positiva, è l’aver finalmente messo nero su bianco le modalità per l’omologazione, di questi apparecchi. Un concetto che era entrato nel Codice della Strada del 1992, ma che per ben 34 anni era rimasto inapplicato e inapplicabile, perché nessun altro decreto ne aveva elencato le modalità. Una spiegazione che ora c’è: per gli autovelox installati da oggi in poi, per lo meno, l’ambiguità è destinata a sparire per sempre.