L’IDEA: 5 EURO IN PIÙ, PER SCORAGGIARE I FUMATORI
Applicare un sovrapprezzo di 5 euro su tutti i prodotti da fumo. Sigaretti, tabacchi vari, ma anche strumenti come le sigarette elettroniche, i liquidi e il tabacco riscaldato che, nati per aiutare gli italiani a smettere di fumare, hanno aperto invece cortocircuito che ne ha alimentato ancora di più l'utilizzo, soprattutto tra i più giovani. Con questa idea nasce la proposta di legge popolare, da oggi sottoscrivibile sul sito del ministero della giustizia, e lanciata al nostro paese da Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi: si chiama "5 euro contro il fumo", la campagna che oggi dà il via alla raccolta di firme per poter presentare la legge al Parlamento. Ed ha un duplice significato: da un lato disincentivare l'acquisto di prodotti del tabacco, dall'altro utilizzarne il sovrapprezzo per finanziare il sistema sanitario nazionale che poi si prende in carico le conseguenze del fumo.
La proposta prevede di aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione. Il fumo di sigaretta è ancora il principale fattore di rischio oncologico in Italia: il 27% di tutti i casi di cancro, quasi uno su tre, è determinato dal tabagismo che causa ancora 93.000 morti ogni anno nel solo nostro paese, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale. Gli studi dimostrano che l'aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è ancora tra i più bassi in Europa, potrebbe favorire una diminuzione fino al 37% del consumo, scoraggiando questa abitudine in particolare in due categorie molto a rischio: i giovani, che addirittura oggi si avvicinano per la prima volta al fumo con prodotti come le elettroniche e il tabacco riscaldato, che invece erano nate per combatterlo, e poi i fragili e i meno abbienti, che spendono in sigarette ma non in prevenzione oncologica.