FESTA DEL REDENTORE, QUANDO VENEZIA VINSE LA PESTE
Venezia si prepara a vivere la notte più lunga e sentita: la Festa del Redentore. Da venerdì 17 a domenica 19 luglio la città lagunare rivivrà una tradizione di quasi 500 anni.
Il Redentore ricorda uno dei momenti più drammatici nella storia della Serenissima: la terribile epidemia di peste del 1575 – 1577.
Durante il 1500 Venezia era uno dei porti commerciali più trafficati del mondo e questo favorì la diffusione del contagio. In due anni il morbo uccise circa 50 mila persone, ovvero un quarto della popolazione.
Il 4 settembre 1576, nel momento di massima difficoltà, il senato veneziano e il doge Alvise I Mocenigo decisero di stringere un voto solenne per invocare la fine della strage. Se la città fosse sopravvissuta al flagello, la Repubblica avrebbe eretto una chiesa intitolata a Gesù Cristo Redentore.
Non si trattava solo di un atto di devozione privata: tutta la città si impegnava a visitare la basilica ogni anno, nella terza domenica di luglio.
Quando l’epidemia venne dichiarata debellata, nel luglio del 1577, il senato mantenne la promessa. L’incarico di progettare la chiesa fu affidato ad Andrea Palladio che ne fece uno dei suoi capolavori.
La prima vera festa di ringraziamento si tenne ancor prima che la basilica fosse completata nel luglio del 1577. Per permettere alla popolazione di raggiungere l’isola venne creato un ponte galleggiante provvisorio. Una serie di barche allineate, una accanto all’altra.
Dopo tanti anni la Festa del Redentore riesce ancora ad incantare. Oggi dura un weekend intero e unisce il rinnovo del voto con lo spettacolo pirotecnico. Il tutto nel contesto di una delle città più belle al mondo.