STRAGE CASTEL D’AZZANO: UNO DEI FRATELLI SI SMARCA
Punta il dito sulla sorella Franco Ramponi in carcere dopo la strage di Castel D’Azzano nel veronese. Ascoltato in queste ore presso la Casa Circondariale di Vicenza dal Sostituto Procuratore Silvia Facciotti, è accusato con i fratelli Maria Luisa e Dino di strage , detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. I tre nella notte del 14 ottobre scorso avrebbero messo in atto un piano per opporsi al blitz dei Carabinieri che costò la vita a tre militari dell’Arma, ferendo 26 persone di vari corpi delle Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco presenti sul posto. Franco Ramponi avrebbe ammesso durante il colloquio con il PM , di avere acquistato le 8 bombole posizionate al piano superiore del casolare ma per scaldare e cucinare dato che l’immobile era senza allacciamenti alle utenze perché posto sotto sfratto e che l’idea di farlo brillare non sarebbe stata sua ma della sorella che aveva già manifestato l’intenzione in precedenti occasioni. L’uomo avrebbe pare dichiarato che non desiderava la morte dei tre militari e che dalla mezzanotte era intento con il fratello Dino a occuparsi del bestiame a distanza dal caseggiato provando a smentire le immagini estrapolate dalle bodycam di 4 militari che avrebbero ripreso due ombre allontanarsi nella notte dal casolare circa 15 minuti prima della deflagrazione avvenuta intorno alle 03.00. L’uomo avrebbe dichiarato di aver chiesto al fratello di andare a vedere cosa fosse accaduto, proseguendo il lavoro nei campi fino alle 8 della mattina per poi venire arrestato. Franco Ramponi al momento sarebbe quindi il meno granitico dei tre fratelli è infatti l’unico che ha chiesto di poter essere sentito dal PM.