LA TREGUA A GAZA È INIZIATA
Ieri, domenica 19 gennaio, è ufficialmente iniziata la tregua tra Hamas e Israele, dopo una mattinata che ha tenuto il mondo col fiato sospeso, dato che l’accordo è ufficialmente iniziato alle 11.15, quasi tre ore dopo l’orario prestabilito.
I motivi sarebbero di natura “tecnica” e dovuti al ritardo di Hamas nella consegna della lista ufficiale con i nomi degli ostaggi che avrebbe rilasciato.
Si pensa che questi problemi tecnici siano dovuti alla frammentazione interna dell’organizzazione terroristica, che è divisa geograficamente, stando alle indiscrezioni che riferiscono che i vari capi di Hamas si trovano in posti diversi, anche fuori dalla striscia.
I primi tre ostaggi, che hanno fatto ieri ritorno dalle loro famiglie, sono Emily Damari, 28 anni, Doron Steinbracher, 31 anni, entrambe rapite il 7 ottobre 2023 dai loro Kibbutz, che sono delle comunità agricole nate nel secolo scorso per opera delle mire sioniste dello stato di Israele.
Anche Romi Gonen, 24 anni, è stata rilasciata, pure lei rapita il 7 ottobre al Supernova festival, dopo che i suoi amici sono stati uccisi e anche lei è stata colpita. L’ultimo messaggio era rivolto alla madre “mi hanno sparato mamma, e sto sanguinando” poi silenzio.
Anche Israele ha rilasciato 90 detenuti palestinesi dalle proprie carceri, 69 dei quali donne e 21 minori.
Tra i nomi c’è anche quello di Khalida Jarrar, parlamentare palestinese figura di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.
È stata arrestata e rilasciata a più riprese negli ultimi anni e, nel 2021, dopo la morte della figlia, non le è stato permesso di essere rilasciata nemmeno per essere presente al funerale.
Tra i minori, il più giovane è Mahmoud Aliowat e ha 15 anni, è stato arrestato dopo l’accusa di un attacco a Gerusalemme nel 2023.
Fuori dalla prigione di Ofer, ma anche nelle strade di tutta la striscia, compresa la città di Rafah, da dove i carri armati e le forze israeliane hanno iniziato a ritirarsi, le persone sono scese in piazza a festeggiare la tregua, nonché il ritorno dei detenuti palestinesi, in un momento storico non solo per le due popolazioni, ma anche per il resto del globo.
Sono arrivati commenti dalla Presidente della Commissione Europea, nonché dal cancelliere tedesco Scholz, come pure dall’Eliseo e dal vicepremier Tajani. Tutti sono felici di questa tregua e auspicano una pace duratura e una soluzione alla questione palestinese, che, secondo alcuni, dovrebbe uscire da questa guerra con un piano completo per la ricostruzione della striscia, e per l’organizzazione in uno stato indipendente e democratico.
Non tutti sono contenti, però. Il ministro israeliano della sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, si è dimesso dall’esecutivo Netanyahu, e Bezalel Smotrich, ministro delle finanze, ha minacciato di fare la stessa cosa, fatto che potrebbe far cadere il governo.
Il prossimi scambio ostaggi-detenuti avverrà sabato 25 gennaio, secondo fonti israeliane e di Hamas.