OMICIDIO FATOS CENAJ: IL VICINO CONFESSA IL DELITTO
In aula di tribunale ha confessato l’assassino di Cenaj Fatos, 58enne, ex poliziotto della penitenziaria in Albania che viveva a Fontaniva, nel padovano. Era stato trovato riverso a terra, privo di sensi, di fianco alla sua bicicletta con cui ogni giorno si recava da casa ad una fattoria nella quale accudiva i cavalli ed era stata ipotizzata una caduta accidentale. È stato dopo il ricovero in ospedale che è emersa la verità: la TAC a cui l’uomo è stato sottoposto ha evidenziato la ragione delle ferite al capo. Non una caduta, ma un colpo di arma da fuoco.
"Sono stato io, chiedo perdono". Sì è aperto così con una spontanea confessione davanti ai giudici della Corte d'Assise di Padova, il processo per l'omicidio di Cenaj. Ad ucciderlo, secondo l'accusa, è stato il 45enne incensurato e vicino di casa Moreno Violetto.
Poche parole seguite dalla consegna ai giudici di un assegno intestato alle parti civili da 5.000 euro. Praticamente tutto ciò che rimane sul conto corrente dell'imputato agli arresti da quando i carabinieri hanno chiuso l'indagine sul suo conto. All’origine del delitto ci sarebbero stati dissidi legati ai confini delle abitazioni. Violetto è stato accusato di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, e rischia di essere condannato all'ergastolo. La sentenza di primo grado potrebbe essere pronunciata entro l’anno. La famiglia di Fatos ha già chiesto un risarcimento danni di centinaia di migliaia di euro.