AMIANTO E POLVERI: STOP ALLE DEMOLIZIONI DELLA TAV
È stata una settimana decisamente agitata, nei cantieri della Tav di Vicenza. Agitata, può sembrare una contraddizione, nonostante lo stop ai lavori di demolizione di due fabbricati che dovranno far spazio ai binari dell'alta velocità. Il problema è che, durante le operazioni di abbattimento, sono spuntate dai ruderi delle lastre di cemento e amianto. Un problema serissimo che dapprima ha fatto scattare le segnalazioni dei residenti, e che poi ha portato a intervenire con tempestività comune, Arpav e persino la procura di Vicenza.
Tutto è nato dopo le preoccupazioni sollevate da alcuni residenti, che alla ripresa dei lavori dopo Ferragosto hanno segnalato il rischio della presenta di eternit nelle coperture dei fabbricati interessati dalle demolizioni, proprio mentre dalle macerie continuavano a sollevarsi enormi nuvole di polvere. Lunedì il personale di Arpav e i tecnici dell'ULSS berica avevano effettuato un primo sopralluogo nelle zone degli abbattimenti, confermando i sospetti degli abitanti: evento che ha fatto scattare il sequestro preventivo dell'area e l'invio di una comunicazione alla procura, che nelle ultime ore ha convalidato lo stop.
Mercoledì, dopo una seconda ispezione, è stato quindi Palazzo Trissino a prendere in mano la situazione: dapprima con un'ordinanza ha imposto al consorzio Iricav Due e alla ditta Ballarini, che si sta occupando del cantiere, "di provvedere tempestivamente alla messa in sicurezza del materiale contenente amianto" e di disporre contromisure efficaci di monitoraggio, e poi con un altro provvedimento, firmato dall'assessore all'Ambiente Sara Baldinato, ha segnalato in un'area sterrata di via dei Montecchi, dove si sta scavando per realizzare un bacino di laminazione a servizio della futura viabilità, la presenza di rifiuti interrati.
Eventi che hanno bloccato un cantiere cruciale, che faranno lievitare i costi e che, ad ora, necessitano di soluzioni rapide ed efficaci. Con un nuovo esposto che, però, giovedì è stato indirizzato dal sindacato CUB all'Ispettorato territoriale del lavoro e allo Spisal: "Ci chiediamo se le maestranze impegnate negli abbattimenti fossero state preventivamente avvisate della presenza di eternit", ha chiesto la segreteria provinciale vicentina della sigla sindacale. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il sequestro penale dell’edificio incriminato, e ora vuole vederci chiaro.