CASO-MINETTI, L’OSPEDALE DI PADOVA SMENTISCE NORDIO
Il caso Nicole Minetti arriva anche in Veneto. E non potrebbe essere altrimenti, visto che a tremare ora è la sedia del ministro in persona, il trevigiano Carlo Nordio. Ma la bufera scatenatasi dopo le indiscrezioni del fatto Quotidiano e la presa di posizione del Quirinale, ora sono arrivate a toccare anche Padova e il suo ospedale. Ma ricapitoliamo.
Nicole Minetti, igienista dentale di Silvio Berlusconi, prima venne eletta consigliera regionale in Lombardia, e ne uscì con una condanna definitiva per peculato a 1 anno e 1 mese; poi salì agli onori delle cronache nel 2010 per aver salvato in piena notte, dalle grinfie della Questura di Milano, la 17enne marocchina sospettata di furto Karima El Mahroug, alias Ruby Rucacuori e tutt’altro che alias nipote del presidente egiziano Mubarak: da qui l’altra condanna a due anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione.
Oggi Minetti rispunta all'improvviso nelle prime pagine dopo lo scoop del Fatto che rivela: a febbraio Mattarella le ha concesso la grazia, e l'ha fatto in considerazione delle «gravi condizioni di uno stretto familiare minore che necessita di assistenza e cure». Se non fosse che queste circostanze, messe nero su bianco col parere positivo del procuratore generale di Milano e del ministro Nordio in persona, non tornano.
E tra queste, c'è anche il professor Luca Denaro, primario dell'unità di Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale proprio dell'ospedale di Padova. Il quale, tirato in ballo nella vicenda come medico che avrebbe seguito questo bimbo, adottato dal Sudamerica, in una nota ha scritto "di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e di non aver mai avuto in cura il bambino".
Un bel pasticcio, perché pare non trovare conferme né che il bimbo sia stato adottato, né abbandonato dai genitori uruguagi, né tantomeno valutato dagli ospedali di Padova e Milano: il primo a chiedere chiarimenti è stato il Quirinale, temendo che qualcuno possa aver fatto firmare a Mattarella un provvedimento di grazia sulla base di dichiarazioni false. Se questo venisse acclarato (Minetti ad ora ha annunciato querele e preso le distanze dalle accuse) per Meloni sarà difficile tenere ancora Nordio al suo posto, come aveva fatto dopo il fallimentare referendum.
Ma a questo punto un interrogativo sorge spontaneo, visto che qualcuno una volta sosteneva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Sergio Mattarella, da quando è presidente della Repubblica, ha finora accettato solo 35 richieste di grazia sulle oltre 2500 a lui presentate. Ma è davvero possibile che tra quelle poche approvate, l'unica su cui ci sono ombre sia proprio quello di Nicole Minetti?