CODICE ROSSO: NELLE PROCURE MIGLIAIA DI DENUNCE
Dopo l'assassinio di Tania Terrin, le denunce dei casi di violenza sulle donne sono cresciuti. E purtroppo, come spesso accade, è proprio la tragedia a far capire alle donne, vittime di violenza domestica o bersaglio delle persecuzioni di uomini possessivi, che non possono più andare avanti senza raccontare alle forze dell'ordine quello che sta accadendo loro.
L'ultimo episodio, è avvenuto proprio domenica sera, stavolta nel trevigiano. A Carbonera un uomo di 55 anni, residente a Villorba, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Silea: aveva installato, di nascosto, un dispositivo GPS sotto l'automobile della sua ex, con cui in passato aveva convissuto. Voleva evidentemente studiarne gli spostamenti, pedinarla senza che lei lo sapesse: La donna, una 40enne originaria di Treviso, domenica sera si trovava all’interno di un locale pubblico della zona, e aveva denunciato l'ex compagno a giugno, accusandolo di atti persecutori: quando i carabinieri, dopo la chiamata di lei, sono giunti sul posto cogliendolo a pochi passi dal luogo in cui la vittima si trovava, hanno compreso che per studiarne i movimenti l'uomo si era avvalso proprio dello strumento nascosto sotto il cofano della sua auto, e ne monitorava i movimenti a distanza. È stato arrestato e posto ai domiciliari, prima della convalida che si è tenuta lunedì mattina.
L'ennesimo, terribile episodio che ci racconta di un fenomeno in preoccupante crescita. In procura a Venezia, dove ancora si scava negli ultimi giorni di vita di Tania, uccisa a Camponogara la scorsa settimana, e nei contatti avuti con Dino Keber, l'uomo che l'ha uccisa e si è poi tolto al vita nonostante le innumerevoli denunce presentata negli anni da diverse donne a suo carico, i fascicoli continuano a crescere. I casi di codice rosso solamente sul tavolo del pool veneziano che coordina le indagini su questa tipologia di reato sono a migliaia: più di 1500 quelli aperti nel primo semestre del 2026, mentre in tutto l'anno appena passato erano stati circa duemila. Una crescita poderosa, di quasi il 50 per cento. Segno che non solo le violenze si moltiplicano, ma che per fortuna cresce anche il numero delle donne che trova la forza di denunciare. Maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze sessuali, aggressioni: reati odiosi, e che la società cerca di intercettare, non solo con le forze dell'ordine. Nella zona di Montebelluna, persino una signora quasi centenaria ha finalmente trovato il coraggio di uscire alo scoperto: «Ho subito la violenza di mio marito per tutta la vita», ha confessato una novantatreenne ai medici dell'ospedale di Montebelluna.