NEI TRIBUNALI “BUCHI” CLAMOROSI: I DATI IN VENETO
"Il problema del sovraffollamento nelle carceri è importante, lo si denuncia da molto tempo e sarebbe importante intervenire, perché i suicidi sono l'espressione del malessere della popolazione carceraria". Queste parole arrivano dalla presidente reggente della Corte d'Appello di Venezia, Rita Rigoni, che ha fatto il punto sul sistema Veneto alla vigilia dell'inaugurazione del nuovo anno giudiziario. L'anno scorso i suicidi a Montorio Veronese, il più sovraffollato del Veneto, erano stati quattro. Motivo per cui i due avvenuti in pochi giorni a Padova sono un serissimo campanello d'allarme. Numeri impietosi, che raccontano di una situazione che rischia di esplodere. Ma anche nei tribunali, lo si diceva, non va meglio e questo ha effetti sulla vita quotidiana di qualunque cittadino che si ritrovi, per sua iniziativa o meno, ad avere a che fare con le cancellerie e le aule del territorio.
A cominciare dal numero dei magistrati. In Veneto c'è il 22% di organico scoperto nella magistratura giudicante, cioè quella composta da gip, gup e giudici di varie competenze chiamati materialmente a pronunciarsi. Ci sono tribunali però in cui va anche peggio: a Vicenza e a Rovigo lo scoperto arriva a toccare il 35%.
Peggio ancora, però, va per uffici requirenti del distretto regionale, cioè quei magistrati che coordinano le indagini, compongono le procure della Repubblica, rivestono a processo il ruolo di pubblica accusa: ne mancano circa il 25%, uno su quattro, ma a Venezia è un disastro: la procura generale veneziana ha a disposizione la metà dei magistrati che le servirebbero. E poi c'è il personale amministrativo, un'ecatombe: in Veneto ne è scoperto mediamente il 40%, e la situazione continua a peggiorare. Nel Tribunale di Belluno manca il 49% degli addetti, in quelli di Treviso e di Venezia il 47,2%. E la giustizia, insomma, fa acqua: la diretta conseguenza è che in Veneto ci vogliono circa 350 giorni per un procedimento civile, mentre in tribunale a Venezia se ne perdono quasi 800. E nei faldoni del solo tribunale veneziano ci sono oltre 30 mila cause in materia di cittadinanza e immigrazione: il 44% di tutte le pendenze a livello nazionale. Peccato solo che il Governo, invece che risolvere il problema, si dedichi a separare le carriere dei giudici e a cambiare le regole di nomina del CSM: quelle sì, che sono questioni di primaria importanza.