TV7 NEXT - HEY GOOGLE, SEI IN ASCOLTO?
Gli assistenti virtuali sono entrati nella vita quotidiana promettendo semplicità e velocità. Basta una frase per accendere una luce, cercare un’informazione o inviare un messaggio. Ma il prezzo di questa comodità è diventato sempre più difficile da ignorare.
Le accuse a Google e Apple
La class action chiusa da Google negli Stati Uniti e il precedente accordo di Apple per Siri sollevano dubbi concreti. Le accuse parlano di registrazioni avvenute senza consenso esplicito, al di fuori delle parole di attivazione previste. Anche se le aziende negano, il ricorso ai risarcimenti indica quanto il tema sia sensibile.
Come funziona davvero l’ascolto
Dal punto di vista tecnico, i microfoni restano sempre attivi. I suoni vengono analizzati localmente per individuare una wake word, mentre l’audio viene continuamente cancellato. Tuttavia, la possibilità di attivazioni accidentali mette in discussione questa narrazione rassicurante.
Molti utenti segnalano una correlazione tra conversazioni private e annunci pubblicitari successivi. Dimostrare un nesso causale è complesso, ma quando questi sospetti finiscono in tribunale, il tema smette di essere folklore digitale.
Difendersi è possibile?
In assenza di certezze, l’unica tutela pienamente efficace resta la disattivazione degli assistenti vocali. Una scelta che riduce le funzionalità, ma restituisce controllo. Perché la vera posta in gioco non è la tecnologia, ma il confine tra ciò che diciamo e ciò che viene ascoltato.
Servizio a cura di Claudia Chasen, redazione TV7.