PADOVA: A SUON DI QUERELE, UNA CORSA GIÀ INFUOCATA
Il sindaco querela un consigliere comunale. Accade a Padova, ed è la seconda volta in poche settimane che il primo cittadino sceglie di adire le vie legali contro una persona che, a suo dire, l'ha diffamato. E questo fatto, decisamente nuovo a queste latitudini nell'ultimo decennio, è il probabile sintomo di una campagna elettorale che in città, e soprattutto sui social, è partita da mesi e con toni decisamente accesi, e senza esclusione di colpi.
Sergio Giordani a maggio scorso - ma la notizia si è diffusa solo in queste ore - ha querelato il consigliere comunale di opposizione Ubaldo Lonardi. Medico di professione, eletto per due volte nelle liste della Lega ed oggi anche vicepresidente dell'assemblea di Palazzo Moroni, sarebbe stato querelato dal sindaco (si vocifera tra i corridoi di palazzo) per aver lanciato insinuazioni su possibili conflitti d’interesse economico del primo cittadino in alcune opere pubbliche, tra cui stadio e tram. Di fatto, sfiorando il limite della calunnia, qualora questi dubbi non fossero suffragati da prove certe.
"Sono disposto ad accettare qualunque critica, possono anche darmi dell'incapace", ha spiegato Giordani in queste ore, "ma se mi accusano di essere disonesto oppure toccano la mia famiglia, passo alle querele". Piccata la risposta di Lonardi, che in attesa di approfondire la questione davanti ad un giudice, ha bollato la denuncia come inverosimile: "Denuncia che", ha sottolineato, "suona come un'intimidazione politica".
Sarà eventualmente un giudice, a pronunciarsi. Così come avverrà se si arriverà in tribunale anche per l'altra querela presentata dal sindaco, quella contro il giovane attivista degli alberi Gianluca Stefani. Reo, in quel caso, di aver dato del corrotto al primo cittadino, e di aver attaccato in un suo post persino figli e nipoti.
Situazione decisamente incandescente: questa è l'unica certezza. L'anno prossimo a Padova si vota, e anche se Giordani non può ricandidarsi dopo due mandati, la campagna elettorale sui social contro di lui e contro l'attuale giunta è partita ormai da mesi. Spesso con critiche, opposizioni, post e battaglie contro il tram, la gestione del verde, i progetti comunali e i temi dell’ambiente. Stilettate arrivate persino da un "vecchio amico" come Flavio Zanonato, che riportato in auge dai giovani del movimento Orizzonti è tornato in pista a suon di bordate contro la gestione del Partito Democratico in città. Di certo, le querele potrebbero essere un primo segno di insofferenza, per l'attuale amministrazione comunale, travolta da un fuoco incrociato che non si prevedeva così massiccio – e senza che dall’alto del centrosinistra, nazionale ma pure regionale, nessuno abbia per ora alzato un dito per difenderne le scelte. Ugualmente, però, è innegabile che sui social si leggano, da mesi, attacchi talvolta ben al di fuori dei canoni della salutare divergenza di veduta. E in questi casi, forse, dove la politica non riesce a darsi un contegno, è giusto che sia qualcun altro a mettere finalmente dei limiti.