SPESE ELETTORALI: BRUGNARO RINVIATO A GIUDIZIO
L’ex Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e quattro componenti del suo entourage sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle spese sostenute durante la campagna elettorale che nel 2020 lo portò alla riconferma alla guida del Comune di Venezia.
La decisione è stata presa dal giudice dell’udienza preliminare. La Procura contesta agli imputati, a vario titolo, presunte violazioni della normativa sul finanziamento elettorale della lista “Luigi Brugnaro Sindaco”.
Secondo l’accusa, le spese sostenute per la campagna avrebbero superato di oltre 500 mila euro il limite fissato dalla legge per i candidati sindaco, pari a 330 mila euro. Un presunto sforamento che, secondo i magistrati, avrebbe consentito di evitare le sanzioni previste, comprese quelle che avrebbero potuto incidere sull’eleggibilità del candidato.
A Brugnaro viene inoltre contestato il reato di falso in atto pubblico. Nel rendiconto depositato alla Corte d’Appello sarebbero state dichiarate spese per circa 251 mila euro, una cifra che, secondo l’accusa, non corrisponderebbe all’effettivo ammontare dei finanziamenti e delle spese sostenute.
Il dibattimento è stato fissato per il 21 settembre. Tuttavia, a sei anni dai fatti contestati, sul procedimento incombe il tema della prescrizione, che potrebbe influire sui tempi e sull’esito dell’intera vicenda giudiziaria.
L’inchiesta è distinta da quella denominata “Palude”, nella quale è ancora in corso l’udienza preliminare chiamata a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio di Brugnaro e degli indagati.