OMICIDIO DI MIRA: ARRESTATO IL COMPLICE DI SALVAGNO
Secondo arresto, per l'omicidio del giovane barista moldavo ucciso, con un colpo di pistola alla testa, nella penultima notte dell'anno, nelle campagne di Mira. I carabinieri di Venezia, a due settimane da fatti e a poco più di una settimana di distanza dall'arresto del poliziotto veneziano Riccardo Salvagno, hanno stretto le manette ai polsi di colui che è ritenuto essere stato suo complice, nel rapimento e nell'omicidio del 25enne barista Sergiu Tarna.
Si tratta di un uomo di 38 anni, residente a Spinea, che su ordine della procura lagunare è finito agli arresti e subito trasferito nel carcere di Venezia. Per gli inquirenti del Nucleo Investigativo dell'Arma veneziana non ci sono dubbi: non solo avrebbe partecipato sia al sequestro del 25enne moldavo - avvenuto nella notte del 31 dicembre all'esterno di un bar di Chirignago, sia all’esecuzione del delitto commesso in aperta campagna, ma poche ore prima il secondo arrestato, sempre insieme a Salvagno, sarebbe stato visto aggirarsi proprio nella zona rurale in cui la mattina dopo sarebbe stato ritrovato il cadavere del giovane. una sorta di sopralluogo, insomma, preparatorio dell'agguato, del rapimento e poi dell'omicidio del ragazzo.
Una circostanza che avvalorerebbe, se venisse accertata, un'aggravante molto pesante per entrambi gli arrestati. Fino ad ora, infatti, la Procura di Venezia aveva sempre proceduto nei confronti di Salvagno, agente della polizia locale veneziana, con l'accusa di concorso in omicidio. Ma è chiaro che, di fronte ad un sopralluogo nelle zone del delitto, presto potrebbe essere presto contestata anche l'aggravante della premeditazione.
Ad ora, però, rimangono ancora molti i misteri in cui è avvolto questo omicidio. Salvagno, trasferito dal carcere di Venezia a quello di Montorio Veronese, e detenuto nella sezione dei reclusi speciali, per ora non ha saputo (o non ha voluto) comunicare con precisione dove si troverebbe la sua pistola d'ordinanza che per i carabinieri potrebbe essere l'arma del delitto. Ma soprattutto non ha ancora delineato chiaramente il movente dell'agguato. Il tutto sembra però riconducibile ad un video che Sergiu avrebbe conservato nel suo telefonino e che ritraeva il poliziotto in atteggiamenti intimi con un transessuale. Forse lo ricattava per questo, forse semplicemente ci scherzava alimentandone la paranoia: gli inquirenti non l'hanno trovato, nei due telefoni trovati sul copro della vittima, e il rischio è davvero che non sia mai esistito, e che il giovane abbia pagato con la vita solo uno scherzo, per quanto di cattivo gusto. Una paranoia letale per un video che nemmeno si sa se esistesse davvero, ma che ha comunque scatenato l'agguato, il rapimento e l'omicidio del giovane barman moldavo.