L'ABBRACCIO DI PADOVA AD ALEX ZANARDI
Padova ha reso l’ultimo saluto al ‘combattente’. Nemmeno la pioggia ha fermato le molte persone che hanno raggiunto il piazzale di Santa Giustina per omaggiare Alex Zanardi che si è spento venerdì primo maggio, con un ultimo commosso abbraccio. Chi seguendo sul maxi schermo riparati dagli ombrelli le parole di Don Marco Pozza , chi dall’interno della Basilica che ha raggiunto in breve tempo il limite massimo di capienza. Presente la moglie Daniela il figlio Nicolò, la famiglia, gli atleti della Società Sportiva Obbiettivo3 nata da una sua idea per preparare i ragazzi alle discipline paralimpiche. Non sono mancate anche molte personalità del mondo della Politica e naturalmente dello Sport. Zanardi campione sportivo ha insegnato a tutti che non ci sono limiti se non quelli che noi ci creiamo, che non importa quante volte si cade nella vita ma quante ci si rialza. Ai giovani ha lanciato il messaggio che il successo arriva attraverso la fatica e la costanza. A noi tutti ha ricordato che quando la vita toglie spesso in realtà dona nuove opportunità. Lo ha ripetuto sempre incredibilmente dopo aver perso gli arti inferiori nello storico incidente automobilistico del 2001. Molti avrebbero mollato, sarebbero caduti in depressione. Zanardi è rinato più forte di prima trovando altri percorsi per brillare. Plurimedagliato alle Olimpiadi di Londra e Rio, riconoscimenti dal Quirinale , la TV lo ha fatto suo grazie al modo semplice e diretto di arrivare ai cuori della gente infondendo vita. Perché Zanardi la vita l’ha sempre presa a morsi grazie agli insegnamenti ricevuti in vita dai suoi genitori: un elettricista e una casalinga bolognesi che hanno fatto di tutto perché il loro figlio potesse realizzare i suoi sogni. Alex Zanardi ci ha lasciato ma resterà vivo il suo esempio di resilienza e in molti tra noi la sua generosità e il suo sorriso disarmante.