WEB, CRESCONO ADESCAMENTI E ABUSI: L’EUROPA CHE FA?
Un balzo inquietante, sia in Italia che, soprattutto, nel mondo. Essere piccoli, e troppo spesso indifesi, è sempre più difficile nella società di oggi, soprattutto in un terreno come quello di internet e del web. Nella giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sul tema della lotta alla pedofilia e alla pedopornografia, i dati che ci arrivano dal rapporto di Save the Children sono inquietanti.
Nel 2025, a livello globale, le segnalazioni di scambi di sospetto materiale di abuso sessuale su minori hanno registrato un incremento del 450% rispetto all'anno precedente. Si è assistito al record storico di contenuti di abuso individuati online, il che potrebbe anche voler dire che finalmente la lotta al traffico di contenuti pedopornografici sta diventando finalmente più efficace. Si è però avuto anche fare anche con la crescita esponenziale di video creati con l'Intelligenza artificiale e raffiguranti abusi su minorenni: una crescita verticale, un balzo del +26 mila per cento, un'enormità.
In Italia, i dati non sono meno allarmanti. Seppur nell'ultimo anno le statistiche abbiamo evidenziato una decrescita del'8% dei casi di pedopornografia online, è viceversa cresciuto di ben il 15 per cento ilo fenomeno del grooming, cioè dell'adescamento in rete. La maggior parte delle vittime di questi reati, è composta da bambine tra i 14 e i 16 anni, ma sono tantissime anche coloro che finiscono nelle reti dei pedofili tra i 10 e i 13 anni di età. Troppo semplice, ormai, entrare in reti sociali virtuali, chattare e scambiare messaggi. Troppo semplice, purtroppo, anche per i malintenzionati poter celare le propria vera identità e i propri scopi.
Proprio oggi, in questa giornata così importante, in Consiglio Regionale Veneto è cominciato lo studio e la discussione in commissione del progetto di legge statale per vietare l'uso dei social ai minori di 14 anni. Un provvedimento che il Veneto vuole inviare in Parlamento, proprio nelle settimane in cui anche l'Unione Europea sta cercando di mettere una pezza ad un provvedimento emanato l'anno scorso, ma che presenta ampi limiti. A novembre 2025, il parlamento di Bruxelles aveva emanato una direttiva chiedendo agli stati di fissare il limite per l'uso dei social ad almeno 16 anni d'età. Provvedimento largamente disatteso, nel concreto, perché pure in Italia l'AGCOM ha bloccato alcuni siti, ma non è facile fermare giovani che ormai hanno una dimestichezza della rete più allenata di quella dei loro genitori. E allora ecco che da poche settimane è stata lanciata un'app europea per la verifica dell'età online, un'app che scansiona il volto e i documenti dell'utente per garantire, finalmente, che ai minori non arrivino certi contenuti. Se basterà, lo capiremo però solo col tempo. Per ora, rimangono dati assolutamente allarmanti.