QUATTRO AGENTI AGGREDITI NELLE CARCERI PADOVANE
Quattro poliziotti penitenziari sono stati feriti in due distinte aggressioni nell'arco di un solo fine settimana nelle carceri di Padova. Il bilancio, denunciato dal Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria Sappe, riaccende l'allarme sulla sicurezza degli istituti padovani, dove nei giorni scorsi si erano già verificati altri episodi di violenza ai danni del personale sempre più sotto organico. Il primo episodio è avvenuto sabato mattina, durante il trasferimento di un detenuto che non voleva essere spostato. Dopo essersi procurato alcuni tagli sul corpo, l'uomo ha improvvisamente aggredito i poliziotti intervenuti. Un agente ha riportato lesioni allo sterno e a una costola ed è stato dimesso con 30 giorni di prognosi. Domenica pomeriggio, invece, alla Casa di reclusione di Padova, altri tre poliziotti sono stati aggrediti da un detenuto noto per la sua violenza, trasferito da pochi giorni nell'istituto proprio dopo precedenti aggressioni ai danni di agenti. Per i tre colleghi la prognosi è stata di diversi giorni. "Non è più un'emergenza, è una situazione fuori controllo", denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe. Eppure le promesse del Governo per poteniziare : gli organici civili e non , ampliare le strutture , sfoltire il numero dei reclusi e garantire attività per un vero reintegro nella società si sprecano ma a quanto pare alla fine la situazione appare immutata. Che sia almeno il caso di far scontare agli stranieri la pena nel proprio paese d'origine? Questo permetterebbe di alleggerire i penitenziari di 20.300 detenuti condannati rispetto a una popolazione carceraria di oltre 64.000 reclusi investendo le risorse in favore delle carenze citate.