GIORNATA DELLA MEMORIA, LE CELEBRAZIONI IN VENETO
VENETO - “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. La frase di Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz risuona come un monito che attraversa il tempo e ci accompagna ogni 27 gennaio nel Giorno della Memoria quando ci ferma per ricordare le atrocità della Shoah.
In tutte le città del Veneto, terra che conobbe le leggi razziali, le deportazioni, i campi di transito e che nella propria storia porta i segni di quella tragedia, si sono tenute diverse cerimonie collettive che hanno unito istituzioni, scuole, comunità, associazioni e cittadini.
A Venezia il fulcro delle cerimonie è stato il Ghetto. Presente davanti alla scultura che ricorda la deportazione e lo sterminio degli ebrei veneziani anche il presidente della Regione Alberto Stefani.
A Padova, dopo la deposizione di nuove pietre d’inciampo, la comunità si è raccolta nell’auditorium del centro culturale San Gaetano. Alla presenza delle autorità, tra intermezzi musicali, i ragazzi delle scuole hanno letto brani e assistito alla proiezione di video a tema.
Particolarmente toccante è stata invece a Verona la commemorazione in memoria del piccolo Sergio De Simone uno dei 20 bimbi, che furono deportati nel lager di Auschwitz-Birkenau e scelti come cavie per le sperimentazioni naziste. Sul monumento a lui dedicato un gruppo di bambini delle scuole primarie ha deposto dei fiori bianchi realizzati con la carta, simbolo di purezza per ricordare l’infanzia spezzata dalle atrocità della guerra.
Tante le occasioni dunque per riflettere onorando le migliaia vittime innocenti della follia nazista e da cui partire per costruire una cultura di pace e rispetto e scongiurare il ripetersi di simili atrocità.