IL BAMBINO MIGRANTE TORNERÀ PRESTO A VENEZIA
È pronto a riemergere, dopo mesi di lavoro lontano dagli sguardi, “The Migrant Child”, il murale firmato Banksy che nel maggio del 2019 comparve improvvisamente lungo un canale veneziano. L’opera, simbolo di speranza e denuncia, era stata rimossa nell’estate del 2025 per essere salvata dal degrado causato dall’acqua salmastra e dal moto ondoso.
Il restauro, affidato a uno specialista già coinvolto in altri interventi su lavori dello street artist britannico, è stato portato a termine con successo. Oggi l’opera è custodita in un luogo riservato, mentre si lavora all’ultima fase: il suo possibile ritorno sul Rio di Ca’ Foscari, protetta da un involucro progettato appositamente per resistere agli agenti atmosferici.
La decisione di conservare il murale non è stata scontata. Per anni Venezia si è interrogata se lasciare che il tempo cancellasse l’opera, come spesso accade alla street art, o se preservarla come testimonianza del passaggio di Banksy in laguna. Alla fine ha prevalso la scelta della tutela, sostenuta anche da istituzioni locali e regionali.
La rimozione fu un’operazione senza precedenti in Italia: il dipinto venne staccato insieme a una porzione del muro originale, unica soluzione possibile vista la tecnica utilizzata dall’artista.
“The Migrant Child” raffigura un bambino naufrago, con il giubbotto di salvataggio e una torcia che lancia un segnale rosa nel buio. Un’immagine potente che richiama le tragedie del mare e il tema delle migrazioni. Una delle pochissime opere di Banksy ufficialmente riconosciute in Italia, destinata ora a tornare a parlare al pubblico, senza più rischiare di svanire.