LA FIAMMA OLIMPICA ACCENDE LA SOLIDARIETÀ DI PADOVA
Alla fine della lunga corsa tra due ali di folla, travolta dall'entusiasmo dei suoi cittadini e da migliaia di persone che hanno atteso ai bordi delle strade per assaporare anche solo per un istante, un momento unico, anche all'arrivo della torcia olimpica, Padova ha voluto mandare un messaggio. Ha voluto raccontare al mondo quale sarà una delle sue più grandi priorità nei prossimi anni: la vicinanza ai bambini che soffrono. E l'ha fatto, affidando l'ultimo tratto della staffetta tra i tedofori alla dottoressa Franca Benini, la direttrice dell'hospice pediatrico cittadino. È stata lei, emozionata come non mai, ad arrivare al braciere di prato della Valle e ad accenderlo, concludendo la tappa numero 45 della torica arrivata da Olimpia e diretta a Milano e Cortina. Un'emozione unica, con cui Padova ha mandato un doppio messaggio: quello nei confronti dei bambini, ma anche quello della pace.
Per tutta la giornata la fiamma, partita da Vicenza, ha raccolto emozioni, sguardi, e ammirazione. Ad Asiago, nella maestosa cornice dell'altopiano, a Bassano, sullo storico Ponte degli Alpini, nei borghi medievali di Asolo, di Castelfranco, di Cittadella. A Padova oltre ventimila persone, due ali di folla, hanno accompagnato la torcia per gli ultimi chilometri con i suoi 26 tedofori. A portarla sono stati atleti padovani di prim'ordine: lNovella Calligaris, i fratelli Mauro e Mirco Bergamasco, Francesca Bortolozzi e Silvio Martinello. Ma poi anche la rettrice dell'ateneo, all’interno dello spettacolare passaggio all’orto botanico, quindi Rossano Galtarossa e il gran finale, tra le mani di chi cura i bambini malati e inguaribili. Una prima volta assoluta.
La fiamma di Olimpia nel 2006, nel suo viaggio verso i giochi di Torino, Padova l'aveva attraversata, ma mai l'aveva avuta come traguardo. Settant’anni fa, per i primi giochi invernali di Cortina, la fiamma da Venezia era partita diretta verso le Dolomiti, senza nemmeno badare ad altre città venete. Un evento unico nella storia e che probabilmente non ricapiterà mai più. Perché i giochi olimpici, si sa, sono un evento unico e irripetibile. Oggi tappa lungo la Riviera del brenta, passaggio a Treviso e arrivo questa sera a Venezia con braciere in piazza San Marco: una delle tappe più suggestive e attese di tutto il percorso.